Documenti inediti e comunicazioni d’archivio. N. 51, a. 1599. 751 dità che essa Prussia ducale ha di porti nel mar Baltico, si verrebbe per mezzo d’un’armata a levarle et impedirle il suddetto soccorso marittimo, onde resterebbono essi Brandeburgensi con le sole forze della ducal Prussia, le quali non sarebbono sufficienti a resistere a quelle de Polacchi, congiunte con quelle di Svetia, per il che i Polacchi, se ben poco esperimentati nel mare, per haver fatto professione i loro maggiori che bastasse loro di haver tanta giurisditione nel mar Baltico, quanto potesse un huomo a cavallo entrarvi et camminar dentro, come quei che riputavano esser più gloriosa occupatione di militare per terra contra Turchi, Moscoviti et Tartari, formarebbono nondimeno esser-cito per terra, et li Svedesi con la commodità della Finlandia, assal-tarebbono li Brandeburgensi con armata navale, et così bisognarebbe che quel ducato venisse totalmente sotto l’imperio della corona di Polonia. Ma quando per li peccati medesimi le cose di Svetia camminassero di male in peggio (il che Dio non voglia per sua misericordia), niun altro rimedio si è giudicato essere più opportuno quanto che S. Mtà unischi et incorpori la Estonia, provincia di Livonia et la Finlandia al regno di Polonia con conditione ch’essi Polacchi siano tenuti ad eleggere sempre per re il primogenito di S. Mtó et di porgerli aiuto a ricuperare il resto del regno. Di questa maniera S. Mtil per un regno mezzo perso ne assicurarebbe due, ne ella ha tanto obligo al fratello da lato di padre o al duca Carlo, ch’essendo sicura che durante la sua posterità conservarebbe per essa posterità li dominii di detti suoi regni, che dovesse premerle molto, la consideratione che se mancasse la linea di S. Mli ne restarebbono privi il fratello e lo zio, essendo massime heretici et inimici della Mtà Sua. Et sopra questo particolare scrisse già S. Mtà alla Santità di N. Sre proponendoli questo pensiero, caso che le cose andassero affatto a traverso. Et acciò questo potesse in tal caso succedere sarà necessario che inonsig' Nuntio faccia ufficio con Sua M'“ che ponghi soggetti cattolici per governatori della Estonia et della Finlandia, o almeno tali che della fede loro non possa dubitare ». Copia. Cod. N. 33, p. 144 s. della Biblioteca Vallicelliana in R o m a e TJrb. 858, p. 547 ss., Biblioteca Vaticana dove viene menzionato espressamente quale autore Malaspina. Una terza copia nel Cod. H 155, p. 1 s. della Biblioteca Ambrosiana in Milano. 51. Papa Clemente Vili al clero e popolo di Roma.1 (Inizio del 1599). Clemens PP. Vili. « Clero et populo almae Urbis Nostra«. « Dilecti fìlii salutem et apostolicam benedictionem. Manus Domini, manus Patris, manus illa potens et salutaris, quae sola, dum iuste v,|lnerat, pie medetur, ipsa tetigit nos, iìlii dilectissimi. Fluvius Tiberis, 1 Cfr- sopra p. 619 n. 1.