Documenti inediti e comunicazioni d’archivio. N. 47-50. 747 grandissima ignoranza che commettono li predicanti lieretici, sono tali che pare impossibile che li popoli siano per sopportarli più lungo tempo, et per ogni buon rispetto il Nimtio fece cavare li processi formati contra detti predicanti dalli atti pubblici delle communità et si lessero eccessi non uditi commessi da detti predicanti, de’ quali se ne riferirà solamente uno. «Un predicante haveva insegnato a parlare ad un corvo et amando detto corvo grandemente, cominciò a dolersi ch’esso corvo fosse escluso dal paradiso, onde acciò si salvasse s’indusse a battezzarlo, servata la vera forma del battesimo. E ancor cosa degna di pervenire a notitia della posterità che dopo che l’heresia è intrata in Svetia, ne il mare ha prodotti pesci in tanta quantità come faceva prima, et la terra ha persa la sua fertilità et gli uccelli de quali era abbondanza grandissima, hanno fatta trasmigratione in altri paesi. La M14 Sua come quella che è dotata di singoiar pietà et zelo et è di timorata coscienza attribuisce alle concessioni fatte da lei agli heretici l’haverli Dio levata la moglie et mandatile altri travagli et con molta effusione di lacrime significò al Nuntio questo suo timore, dicendo ch’ella doveva piuttosto morire che concedere cosa che potesse maculare il candore della sua coscienza. Onde trovarà mons' Xuntio buona, dispositione in Sua M di sollevare l’afflitto stato della religione, ma è ben vero ch’è necessario ohe Sua Ml stabilisca prima bene il politico dominio, et che in questo mezzo alimenti liberalmente li poveri cattolici fatti esuli dal duca. « Questo è quello che mi è occorso di dire circa la religione, non pretermettendo però di dire che si come il re Gustavo fu riputato uno de’ più savi, sagaci et valorosi principi del suo tempo, così in esso più che in niun altro si scoperse quanto siano incerte le providenze et timidi li pensieri humani, poiché egli per stabilire il regno nella sua persona et posteri suoi, tenne più conto di detto stabilimento che della salute del-l’anime, ma non li bastò atteso che non previde che della sua maculata radice, doveva nascere un suo descendente alieno della sua religione, quale non haverebbe potuto risiedere ne’ regni; onde fu insieme con li suoi figli più intento ad acquistare de facto et mantener con violenza ciò che si usurpava contra le leggi et in pregiuditio della nobiltà che sollecito a stabilirlo con consenso de’ popoli, et perchè quando il regno ili elettivo fu ridotto ad hereditario, furono ben corrette le leggi del regno in tutto quello che spettava alla successione et altre preminenze che toccano a principi hereditarii, ma non già emendate in quella parte ehe concerne i privilegi, essentioni et immunità della nobiltà, però la nobiltà Svedese ricercava sapere dalla Mli Sua, s’ella pretendea di reggere tirannicamente come haveano fatto i suoi antecessori overo secondo le leggi, che se doveano bavere un re di aliena religione et ab-sente, pretendeano ch’esso re havesse nel governo rispetto alle leggi, in quello che sono favorevoli alla nobiltà, petitioni che quando alli Svedesi fossero fatte buone, sarebbeno stati più liberi che non sono li Polacchi, et il re più ristretto di autorità. Per il che veniva la M“ Sua consigliata a conservarsi in quel possesso ch’erano i suoi maggiori, ma 11 Mu Sua rispose, che la si contentava di osservar le leggi, purché i sudditi anch’essi le osservassero, et che condannando le leggi ogni altro esercitio eccetto il cattolico et disponendo che l’ordine ecclesiastico