Perchè il papa si rifiutò (li assolvere Navarra. 07 quasi tre ore. Il papa ue riferì alla Congregazione Francese il 28 novembre. Questa approvò che egli prolungasse il soggiorno di Ne-vers sino al 5 dicembre, e che gli avesse rifiutato di poter far visita ai cardinali, come pure di ricevere i prelati francesi. In questa seduta dovette essere nuovamente ingiunto il segreto sulle trattative. Allo stesso tempo si lagnò il papa di alcuni cardinali, che si fossero espressi in diverso modo coll’ambasciatore di Spagna, con lui, papa, e col duca di Ni e ver s, e che consigliassero di ricevere il duca, quale inviato di Navarca.1 L’opinione molto diffusa, che Clemente si sia fatto intimorire dalle minacci e spagnuole nel suo contegno verso Ne ver s, non è giusta. Il papa, come pure i cardinali della Congregazione Francese e dell’inquisizione, da lui consultati, si attennero solo alle misure di prudenza, che escludevano un riconoscimento prematuro di Enrico, ai doveri verso la Santa Chiesa2 ed alla loro coscienza. Essa prescriveva loro, anche di fronte ad un principe, che si accingeva a salire sul trono di Francia, di osservare severamente le regole ecclesiastiche, conforme alle quali un’assoluzione poteva solo venire pronunciata, dopo essersi persuasi che il penitente era sincero e la meritava. Intanto le credenziali presentate da Nevers, non contenevano nessuna domanda di assoluzione, proprio come se questa non fosse neanche ritenuta necessaria.3 Questa circostanza costrinse il papa a dimostarsi più severo, di quanto lo sarebbe stato in caso contrario. Perciò furono inutili le vive rimostranze, che fecero non solo Nevers, ma pure gli ambasciatori di Venezia e Mantova, i quali cercarono, con quanta insistenza poterono, di dimostrare al papa, che qualora lasciasse ripartire il duca, senza aver concluso nulla, non farebbe che favorire la causa degli eretici e del Turco, e danneggiare la religione cattolica, la Santa Sede, la curia romana, il regno di Francia, la Lega, l’Italia e tutta la cristianità.4 In risposta dichiarò il papa: che nessun riguardo, neanche il pericolo della perdita di 200000 scudi d’entrata annua, ch’egli riscuoteva 1 Vedi ibid. Cfr. anche le Relazioni di Partita, Dispacci III 115 s., e i * Dispacci di Giulio del Carretto del 25 e 27 novembre e 4 dicembre 1593, Archivio Gonzaga in Mantova. L’inviato urbinate riferisce al 27 novembre intorno alle udienze di Nevers: * II Papa affatica in convertir lui et ritirarlo alla lega. Et perchè una volta scappò al Duca di dire, il Re mio signore, S. ¡¿., che ò di sua natura piacevolissima, s’incollerì di maniera che fu sentita gridare anco fuora della camera (Urb. 1061, Biblioteca Va tic an a). Intorno all’incertezza delle Mémoires de Nevers spesso utilizzate senza critica v. Bremond 344 n. 2 e lìev. des quest, hist. XXXV 226 s. 2 Ciò rileva espressamente la * Lettera di Maurizio Cattolico, in dataRoma 1593 die. 27, nel Cod. M. 13 della Biblioteca Vallicelliana in Roma. 3 Vedi Lettres d’Ossat I 67. 4 Vedi la * Relazione di Giulio del Carretto dell’8 dicembre 1593, che abbraccia dieci pagine, Archivio Gonzaga in Mantova.