2 17 la muraglia, e quivi disegnò col carbone il mezzo busto d’un guerriero grande più che il vero | c partissi. Il taverniere più per rispetto alla memoria di lui, che per ammirazione del lavoro, incorniciò quella parte di muraglia e ci pose un vetro con sue bandinelle, e già la gente da un mese e più votava e rivotava colà sotto i bicchieri, senza che alcuno vi ponesse pensiero. Ma come volle la fortuna quivi capitò pure ad accendersi forse l’estro un artista, il quale maravigliando di ritrovare in tal luogo tale ornamento, domandò a colui di chi e come fosse colà quel disegno, facendolo quindi accorto di possedere un tesoro. Tosto si sparse la voce del caso, e accorsero molti intelligenti a esaminare il lavoro che giudicarono di tutta eccellenza. La testa del guerriero è volta alcun poco a destra di chi guarda. La fronte, il cipiglio, l’arditezza dei tratti e singolarmente il lavoro della barba disegnata con sì miseri mezzi, portano l’impronta di tutto l’estro pittorico. Le piume dell’.elmo, e l’elmo stesso col rimanente del busto sono solamente tratteggiati, e a vederne la convenienza degli accessorii parrebbe che l’autore non fosse privo affatto d’ogni cultura. Di lui non si sa altro ch’egli è di Cadore, e che non ¡studiò a nessuna accademia. L’App., Voi. III. i3