Rodolfo II e la questione della successione. 241 . razione vescovile, essendo questo il loro dovere di coscienza; li mesto di Colonia non poteva ora scusarsi più con gli impegni Ila guerra.1 Inoltre dovrebbe il legato obbligare tutti i vescovi it i l’impero a compiere la sacra visita ed a riformare le proprie diocesi, ed animarli, colla fondazione di seminari, e coll’educazione , i i giovani adatti, a rimediare al difetto di sacerdoti. La stessa esor-; izione doveva essere diretta pure agli abbati tedeschi. Intorno bisogni del territorio di Fulda, il cui principe abbate Baldassarre ,.u Derubaeh era in esilio, venne indicato a Madruzzo d’infor-i irsene presso il nunzio di Colonia e di invocare l’aiuto dell’imperatore. Per mezzo di questi e del duca di Baviera poteva anche venir riconquistato il convento domenicano sequestrato dal magistrato di Augusta. G-iacchè Madruzzo, come rileva l’istruzione, . onosceva i bisogni della Germania per propria esperienza, questa : limitò alle indicazioni indicate. Restaurazione e riforma cattolica era pure il programma che l strazio ne tracciava per le terre degli Asburgo. Poiché nell’Austria .-■■ntrale doveva fra breve giungere al governo il giovane arciduca idinando, doveva il legato fortificarne lo zelo verso la fede ittolica. Attesi i danni che erano stati constatati in occa- ■ ■ ne della visita sacra del patriarca di Aquileia, desiderava Cle-u (ente Vili, che vi venisse portato rimedio con l’erezione di col-: ;i di G-esuiti in Lubiana e Gorizia. Per la riforma di quella parte ■ • 11’Austria centrale appartenente a Salisburgo, doveva provvedere quell’arcivescovo. Il papa, ben informato 2 dal nunzio Spegni, avrebbe voluto vedere già da lungo tempo la fondazione ; un collegio della Compagnia di Gesù anche nella capitale dell’Au- • ria superiore, che era già fortemente presa dall’innovazione della - le. L’istruzione non entrava in particolari circa i bisogni della era Austria, poiché il legato già le conosceva da sé. Nel regno di ìioemia, riteneva Clemente Vili anzitutto necessaria una riforma 1'll’Università di Praga, che ora svolgeva un’azione di sentimenti l tutto anticattolici. Madruzzo dovrebbe pur vedere che cosa vi ,;sse da farsi nella Lusazia, poiché questa provincia era molto Odiando nata e quasi del tutto nelle mani dei novatori. Nella 'foravia e nella Slesia le cose andavano un pò meglio, ma anche •' era necessario impiegare una gran cura per mantenervi la fede '■ per diffonderla. Assai dettagliatamente si occupa l’istruzione delle condizioni oltremodo tristi dell’Ungheria, per la (piale Cle- 1 Ernesto aveva avanzata questa scusa, nella sua relazione episcopale del H»; v. Schmidlin 505. Clemente Vili aveva già il 21 novembre 1592 invitato ^ematite * Brevi gli elettori del Reno a compier la visita delle loro diocesi. Arni. ’ t. 34, nn. 10-15, Archivio segreto pontificio. 2 Cfr. Duhr II, 1, 327. Pastor, Storia dei Papi. XI. 16