I risultati di Bellarmino. 641 brava che egli ritenesse con memoria ferrea ogni cosa da lui letta una volta. Soprattutto simpatica in Bellarmino, sia come scienziato che come uomo, è la sua schietta franchezza. Un episodio dal suo tempo di studi caratterizza sotto questo riguardo l’uomo intero: in una delle dispute, che erano in uso per l’allenamento intellettuale agli studi fìlosofìci-teologici, egli non trovò la risposta ad un’obiezione, ed il professore gli suggerì di trarsi d’impaccio col contrapporre al suo avversario la prova d’una tesi alla quale questi probabilmente non era preparato. Ma il giovane Bellarmino non volle saperne e soggiunse che quella tesi era vera, e piuttosto si assumeva egli l’umiliazione di non poter rispondere, che servirsi d’un mezzo che non gli sembrava del tutto nobile.1 Così veniva vantata anche nei suoi rapporti con altri questa schietta franchezza che lo distingueva.2 Nello stesso modo egli si presentò nel campo della scienza. Egli ammetteva talvolta, che non tutti avevano una mano febee nel confutare Calvino.3 In nessun punto della sua opera grande, egli giudica facile la lotta coi suoi avversari; cita sempre le stesse loro parole, ammette ciò che vi è di vero, e non si dà tregua, finché non ne ha messo in luce il lato debole.4 Appunto con ciò si spiega lo straordinario successo dell’opera. Nel 1588 fu scritto da Magonza all’autore, che alla fiera di Francoforte il secondo volume era stato subito esaurito appena pubblicato; che se il tipografo ne avesse avuto duemila esemplari, egli li avrebbe tutti venduti sino all’ultimo.5 I tre o quattro enormi volumi in foglio, alla fine del secolo xvn avevano avuto circa trenta edizioni;6 essi furono il pernio sul quale si aggirò la controversia coi novatori in una quantità quasi incalcolabile di attacchi e di difese.7 Molti protestanti, indotti dalle ragioni di Bellarmino, ritornarono all’antica Chiesa.8 Il cardinale Du Perron, 1 Fuligatti, I 2, c. 5 n. 2 Bartoli, I 2, c. 2 (II 23). 3 Ibid. I 2, c. 6, p. 64. * Le relazioni di Bellarmino su le opinioni dei protestanti sono proprio complete ed esatte (Thiersch-Hauck, loc. cit., 553). s H. Thyràus a Bellarmino il 29 settembre 1588, presso Le Baciielet, -9. Cfr. Lessio a Bellarmino il 10 dicembre 1588: Il 1° volume viene letto ' ^ppertutto, anche da consiglieri ed avvocati. Gli esemplari ohe vennero aLo-'anio furono subito esauriti. 0 SOMMERVOGEL, I 1156. , , 7 Indice, ibid. 1165-1180. «For many years afterwards, Bellarmine was ie a by Protestants advocates as the champion of the papacy, and a vindi-,a 1011 °* Protestantism generally took the form of an answer to his works ». hncyclop. Brit., Ill 695. j 8 testimonianza del nunzio di Colonia, Antonio Albergati, presso Bartoli, /tv ni ^ 124); del cardinale Dietrichstein, ibid., 1. 4, Testimonianze, n. 8 4l) ecc. Pastor, Storia dei Papi, XI. 41