lica, per impedire ai ragazzi di continuare a scrivervi i loro nomi, come avevano fatto sino allora, essendo quel locale adibito all’insegnamento della dottrina cristiana, e che la Fabbriceria si obbligasse a non vendere gli arazzi che ad un altro Ente morale. Queste condizioni accettate dalla Fabbriceria furono approvate dal Ministero. Per la vendita degli arazzi si era prima trattato col Museo civico di Venezia poi col Comune di Conegliano, infine di nuovo col Museo di Venezia, al quale furono effettivamente venduti. La Congregazione di carità espresse il desiderio suo e dei coneglianesi, che un cartellino applicato agli arazzi, ricordi ch’essi adornarono in origine le stanze occupate da Enrico 111 nel Palazzo Sarcinelli a Conegliano, quando dalla Polonia ritornò in Francia, attraversando gli Stati della Repubblica e poi passarono alla Congregazione di carità, che li vendette al Museo. Fu autorizzato l’allargamento di due finestre nel locale occupato dalla Società di mutuo soccorso di Conegliano, sul portico a pian terreno, col voto favorevole dell’Ufficio, come quelle che non compromettevano nè la statica, nè 1’ estetica dell’ edifìcio. PORTA DEL LEONE E TORRE IN VIA SILETTO. ¿Mensola elettrica. — Nell’ elenco dei monumenti pubblicati dal Ministero è iscritta la porta antica della città in via Siletto, secolo XV, e deve intendersi compresa la torre, che sovrasta alla porta. Nell’ elenco municipale, la torre è poi chiaramente identificata. La Società per 1’ elettricità, che non ama forse, o certo ama limitatamente i monumenti, ma ne usa troppo volentieri, applicò alla torre una mensola elettrica, senza chiederne 1’ autorizzazione, che per legge doveva chiedere al Prefetto, che avrebbe dovuto interrogare l’Ufficio. Dopo una ben nutrita corrispondenza epistolare, la mensola fu levata. CASE VASCELLARI E DELLA BALLA. ¿Mensole elettriche. — Così furono elevate le mensole elettriche poste senza autorizzazione alle case Vasellari e della Balla, dichiarate monumentali. PORTA DELLE BELLE A CONEGLIANO. Per migliorare l’accesso al piazzale del Castello dalla porta delle Belle, 1’ Ufficio tecnico municipale domandò di scalpellare la parte della roccia più sporgente sulla porta stessa, non essendo con ciò compromessa la stabilità dell’ edificio. L’Ufficio, fatto un sopralluogo, dichiarò non aver nulla in contrario, purché non s’intacchi la muratura antica. CASA DEL CIMA A CONEGLIANO. Il 3 gennaio 1904 il Municipio scrive che la Congregazione di carità ha offerto al Comune la vendita della casa, ove nacque il Cima. Propone che sia dichiarata monumento nazionale. L’ Ufficio esprimendo il dubbio che pel solo fatto che in una casa nacque abitò o morì un uomo illustre, questa debba diventare monumento nazionale, crede di dover avvertire che questa qualifica non diminuirebbe in alcun modo, anzi aumenterebbe gli oneri del proprietario. - 191