2o6 di quell' autore di prefazioni, non so perché Milano si dicesse l’Atene lombarda : anzi non so perchè non si rilegassero in qualche isola remota dell’ Atlantico o dell’ Oceanica, couie peste della civil società, del quieto vivere medesimo, i poveri cultori di queste infelicissime lettere sì spesso calunniate, s’avrebbono ad ardere i libri e le stamperie. Il delitto d’Omar sarebbe qui opera di patria e cristiana carità. E però come nello stato, Milano trovò pur nelle lettere il suo Barbarossa : povero Barbarossa però che noti farà nessuna lega lombarda ; un Barbarossa da burla, avanzo de’coriandoli e del carnovalone, clic non sarà vinto, ma giustiziato dalla pubblica o-pinione di tutta la Italia. Ora Barbarossa dimostra, e le sue dimostrazioni sono universali, copulative, senza eccezioni : 1.° che la letteratura periodica di Milano è prosontuosa, digiuna di cose e barbara distile; 2.° eh’è passionata, compera, vendicativa che più? boiessa o carnefice (pagine 17); 3.° simia, plagiaria, calunniatrice degli stranieri ; 4-° che la Lombardia non diede alle lettere nessun’opera che vaglia, nè meno i Promessi sposi, nè meno la Maria Stuarda, nè meno il Marco Visconti, nè meno le Famiglie celebri ec.;