non accolse l’invito, osservando che coll’ affissione di cartelli di reclame non si deteriorano, nè si modificano i monumenti, del che solo si preoccupa la legge ; come se un pezzo di carta stampata, rossa, verde, gialla, bianca incollata sotto un capitello, o sullo stipite d’una porta non ne turbasse la visione. LE COMMISSIONI PROVINCIALI E GLI AMBIENTI MONUMENTALI. In occasione delle condutture elettriche del Corso di Porla Nuova, 1’ Ufficio sostenne presso il Ministero, con l’approvazione di questo, che le Commissioni provinciali sono competenti ad esprimere il loro voto in tutto ciò che può influire a modificare gli ambienti monumentali. DENOMINAZIONI STRADALI. La mutazione delle denominazioni stradali va pigliando il carattere delle manie ricorrenti adesso che i Municipi rappresentano più del Parlamento l’alternarsi dei partiti al potere. L’ Ufficio non credette di dover intervenire nelle affermazioni dei partiti; basti dire che a Verona avrebbero intitolato una strada a Ferrer, se il R. Prefetto non fosse intervenuto per impedirlo. Solo quando, un nome od una strada consacra un fatto storico, la mutazione, o la conservazione del nome può essere oggetto di discussione da parte di un Ufficio, che non voglia edificare sulla sabbia mobile della politica. Perciò 1’ Ufficio ha decimato in generale gl’ inviti ad occuparsi di un affare, che Io riguarda solo indirettamente e limitatamente. EX CHIESA S. MARIA DELLA GHIAIA. Avendo i giornali di Verona levate alte grida per la vendita al prezzo di L. 5000 del soffitto del Guercino dell’ex chiesa di S. Maria della Ghiaia, di proprietà privata, fu rifiutato il permesso d’esportazione, e i dipinti furono sequestrati. Alfine si riconobbe che il soffitto non era dipinto da Gian Francesco Barbieri detto il Guercino, ma dal Barbieri detto Sfrisato e i dipinti si lasciarono andare in Ungheria. EX CONVENTO S. DOMENICO. A. ffTeschi demoliti. - In occasione della provvisoria consegna dell’ ex Convento di S. Domenico al Comune di Verona, il Demanio chiese un sopralluogo per sapere se vi esistono opere di valore artistico, al fine di determinare gli obblighi da introdurre nel contratto. Il 12 giugno 1906 il R. Prefetto comunica la domanda del Comune di demolire gli affreschi dell’ ex convento di S. Domenico, con relazione favorevole del prof. Simeoni, pel cattivo stato degli affreschi, pel loro scarso valore, e per la necessità di adoperare utilmente il fabbricato. In seguito a convocazione della Commissione provinciale, è approvata per mozione del direttore dell Ufficio la relazione Simeoni, cioè la demolizione degli affreschi, purché ne sia fatta la fotografia ; sia segato l’intonaco, ove è dipinto il poco che si conserva ; sia infine conservata la pietra col millesimo 1494. Il Ministero approvò.