CHIESA DI S. FRANCESCO, APPARTENENTE ALL' EX CONVENTO DEI CAPPUCCINI. Demolizione. — Questa fu demolita per ordine della Giunta, vendendo ad un antiquario tutto ciò eh’ essa conteneva, fra altro, un bassorilievo attribuito al Pilacorte : Cristo fra due angeli. Fu denunciato il sindaco e un assessore, che furono condannati a pagare in solido la multa di lire 200. CASTELLO DEI POLCENIGO A POLCENIGO. E una costruzione classica del secolo XVIII grandiosa sorta sulle rovine dell’antico castello, e con bella vista, ma senza alcuna caratteristica, che la distingue da altri edificii della stessa epoca e dello stesso stile. Quando fu acquistato per demolirlo, e utilizzarne il materiale, c’è stato chi ha proposto sul seno che lo prendesse il Ministero della pubblica istruzione, che non si sa che cosa avrebbe potuto farne. Nel Distretto di San Daniele. CHIESA DI S. ANTONIO A S. DANIELE. L’Ufficio — 1 1 settembre 1906 — prega il Municipio di sgombrare la chiesa, ridotta un vero magazzino, con tubi d’acquedotto, una vera da pozzo, ed altro. Il Municipio risponde il 20 dello stesso mese che la chiesa fu totalmente sgombrata, che vi resta però la vera da pozzo, non perchè sia a suo posto in chiesa, ma perchè non sa dove metterla. Il 25 luglio 1906 l’Ufficio constata che la chiesa è affatto abbandonata, con pericolo degli oggetti d’arte che contiene. Propone che si faccia almeno un simulacro d’altare per collocarvi l’ancona in legno dipinto e dorato, che si completino le vetrate a rulli, che si rimettano le vetrate alla gran ruota della facciata, che si restaurino l’ancona, e gli affreschi. Per questi lavori l’Ufficio propone un contributo di L. 1000 da parte del Ministero. L’ancona intagliata e dorata fu intanto ristaurata, e fu eretto un altare apposito per collocar -vela, ma è troppo alta e impedisce la visione degli affreschi di Pellegrino da San Daniele. Inoltre si dice ora che 1’ ancona non era originariamente in chiesa. Le condizioni della chiesa intanto peggiorarono. Pei ristauri si prevede una spesa di L. 4500, alla quale il Ministero dovrebbe concorrere col terzo cioè con L. 1 500, in luogo delle L. 1000 promesse prima. Ciò, senza contare il ristauro delle vetrate, al quale potrebbero contribuire le principali famiglie del paese, che potrebbero vantare ognuna la loro vetrata ristaurata a loro spese, col loro stemma, un motto, un’ iniziale, un nome. BIBLIOTECA DI S. DANIELE. L’ Ufficio richiama l’attenzione del Sindaco sul fatto che sotto la biblioteca vi sono locali affittati, uno a un lavoratore di marmi, l’altro ad un rivenditore di liquori. Se il primo minaccia la quiete degli studiosi col rumore, il secondo minaccia i libri col pericolo d’incendio. - 227 -