242 questa sera, che, caso unico nella storia di questa stagione ! si vedevano ora quieti ed immobili , laonde certo al Contini mancò un grande aiuto: pure nell’impotenza di que’buoni servi-giali dell’impresa, dico i portinai, e nella scarsezza della gente spettatrice e pagante, il Contini fu accolto all’uscire da tale e sì sincero fragore d’applausi, che ben dimostrò, che nessuna persona rimase indifferente a’suoi casi. Se non che nuova sventura! l’orchestra di s. Benedetto ricca de’più nobili maestri, in qual modo ciò avvenisse, pigliò vento, come dicesi, due volte, e la sventura volle che tutte e due lo pigliasse appunto quando cantava il Contini, che trovò quindi nell’ orchestra il medesimo favore che nel-l’impresa. Se non che non ne fu per questo levato di scherma, e in buon punto fu anche aiutalo dalla brava e gentile compagna la Sbriscia, la quale con certe sue occhiate di fuoco, e certe sue forti parole, che giunsero fino alle nostre orecchie, ricondusse al dovere que’ ribellanti i-strumenti. Abbiamo ciò voluto notare perchè si vegga che la vita delle scene non è tutta di fiori e vi s’incontrano certe avventure che non oseremmo qualificare. Ad ogni modo, ad onta di tante contrarietà e quantunque s’affacciasse quasi fuor di sè pel timore, il Contini è riuscito a cattivarsi un