a49 terzetto delY Esule di Roma che aggiunto la sera della rappresentazione pei poveri, incontrò un favore sì grande e sì straordinaria accoglienza, che fu mestieri introdurlo a dirittura nella Norma, e ripeterlo quasi ogni sera. E cantato dalla Schoberlechner, dal Basadonna e da Marcolini, e benché l’esito strepitoso debba ripetersi dall’unito valore dei tre cantanti, certo è che il merito principale è del basso Marcolini, che n’ebbe a parte tali applausi da compensarlo largamente di quelli che non avesse fino allor ricevuti. Di che si vede, che non bisogna dar i posti agli uomini, ma sì gli uomini a’ posti ; poiché al Marcolini per mostrarsi quel valoroso cantante eh’ c-gli é, non mancava se non l’occasione, come bene il fitto il dimostra. Anche la Bottrigari cantò benissimo nella detta sera la cavatina dei Fidanzati di Pacini, e la ripetè fra gli applausi altre sere; poiché la Norma dopo una sì lunga e non interrotta esistenza comincia a sentirsi un po’ vecchietta ed ha d’ uopo del bastone di qualche novità. Ma dentro la settimana, se il cielo o i sartori vorranno, verrà in suo soccorso per sempre la Parisina.