BASTIONE S. PAOLO. Sulla domanda del sig. Fortunato Romano di addossare al bastione S. Paolo un moderno edificio trecentesco, da armonizzare colle mura, la Commissione provinciale (che 1’ Ufficio volle fosse consultata) rilevando l’anacronismo dello stile assegnato al fabbricato, ha dato voto sospensivo, riservando il giudizio a quando avrà esaminato i disegni della costruzione progettata. PONTE DEI SOTTOBOTTENIGHI. C’ è stato il progetto di ristaurare il ponte dei Sottobottenighi, che si vuole attribuire a Fra Giocondo, per armonizzarlo colle mura di S. Tommaso e Ss. Quaranta, ma il progetto pare abbandonato. OSPEDALE CIVILE. Facciate. - Si è a lungo discusso sulle due facciate dell’ Ospedale civile, in una delle quali c’ è una porta lombardesca con un affresco del settecento, che fu conservato : e 1’ altra è opera del 1 790, più grandiosa che bella, che pareva prima salvata e poi pericolò, senza che 1’ Ufficio credesse che valesse la pena di esporsi ad un insuccesso per una cosa che valeva sì poco. 'Vasca del secolo XV. — Fu venduta dall’ amministrazione dell’ Ospedale ad un antiquario senza chiederne il permesso, invocando la buona fede e sostenendo che l’oggetto non aveva alcun valore. L’Ufficio ha osservato che gli Enti morali non possono vendere oggetti d’arte senza autorizzazione, e che se gli oggetti d’arte non hanno valore, non trovano antiquari che li comperino per ispirito di beneficenza, ma, vista la facilità colla quale i Tribunali accolgono in questi casi l’eccezione della buona fede, non credette di procedere. PALAZZO ONIGO. Furono staccati e venduti all’antiquario Grandi di Milano gli affreschi che ne ornavano le pareti, chi disse per ventimila lire chi per quaranta mila. Gli affreschi detti tiepoleschi erano di G. B. Canal, che nacque nel secolo XVIII, e lavorava ancora nel secolo XIX, e che a torto passa presso alcuni per il Canaletto. Fu lavoratore instancabile e vigoroso, due aggettivi che non vanno spesso insieme. L’ Ufficio ricordò il precedente della Villa Foscara (v. Venezia, Dolo) quando provocò dal Ministero la sospensione del distacco degli affreschi della Zelotti e il sequestro degli affreschi già staccati presso lo Steffanoni. E si noti che allora vigeva la legge 10 giugno 1902 n. 185, che della proprietà privata prendeva sotto la sua tutela solo ciò che stava esposto alla pubblica vista. Ma non si credette di eseguire la stessa via, col pericolo di sentenza contraria. CASE DIPINTE. L’ Ufficio si è occupato e preoccupato delle case dipinte di Treviso, per salvare almeno il poco che resta, e che va pur troppo scomparendo, intervenendo, sia presso i proprietari, sia presso il Municipio. - 184 ,