CASA A BAGNOLI DI MAZZAGATTA, FRAZIONE DEL COMUNE DI OPPEANO. Affteschi. — Per gli affreschi in gran parte nascosti sotto il latte di calce, colla data del 1 594, rappresentanti la Crocifissione colla Marie e due Frinita, I’ Ufficio si era interessato, desiderando di rimetterli in luce interamente, ed aveva offerto un sussidio, ma non potè intendersi colla proprietaria. Nel Distretto di Legnago. MURA DI LEGNAGO. Materiale prezioso giacente. — Demolita in gran parte le mura di Legnago, più di vent’anni fa, tutto il materiale di demolizione, compresi elementi preziosi, restò quasi abbandonato e pare che alcuni frammenti sieno stati venduti a forestieri, e che gli scalpellini ne abbiano fatto campo d’operazioni proficue. La Direzione del Genio militare chiese che un funzionano dell’ Ufficio si recasse sul luogo, per scernere ciò che deve essere conservato, per darlo in consegna al Ministero dell’ istruzione. Fu incaricato della scelta l’ispettore prof. Gerola. Alle mura e fortezza di Legnago apparteneva, fra altro anche quel leone che 1’ Università di Padova aveva chiesto, per ornarne il vestibolo, com' è detto più addietro, (v. Provincia di Padova). CHIESA PARROCCHIALE E CHIESA DELLA DISCIPLINA A LEGNAGO. Ristauro dipinti a carico delle Soprintendenze monumenti. - Pei ristami di dipinti pregevoli furono prelevate dalla dotazione regionale, nell’esercizio 1908-09, L. 2000, non senza osservazioni dell’Ufficio, che deplorò che i fondi già scarsi pei monumenti del Veneto fossero adoperati per oggetti d’arte, pei quali dovrebbe esservi un fondo a parte. CHIESA DI S. SALVATORE DI S. PIETRO DI LEGNAGO. Avendo don Giuseppe Trecca ristaurata la chiesa senza sapere che fosse iscritta fra gli edifici monumentali, e quindi senza chiedere il permesso del Ministero, 1’ Ufficio, visto che i ristauri erano stati fatti bene, chiese al Ministero la sanatoria, che fu accordata. La chiesa del secolo XII ha importanza massima per la cripta che fu trovata pressoché intatta. Vi sono traccie di dipinti, che si vuole risalgano ai secoli XII, XIII, XV. L’ Ufficio chiese la continuazione dei ristauri, e l’arciprete ha domandato : 1 ) di levar l’intonaco per rimettere in luce gli affreschi. 2) di abbattere il soffitto per rimettere in vista le travature antiche. 3) di vendere gli altari laterali, e del maggiore serbare solo l’ara e le basi delle colonne, con la lapide in mezzo e le statue. 4) di otturare le finestre rettangolari e riaprire i finestroni antichi. 5) di atterrare il campanile che insiste sulla facciata. 6) di ripristinare la porta. La Commissione provinciale ha approvato in. 1 e 2 ; ha modificato il n. 3, nel senso di escludere interamente la vendita dell’altar maggiore, bellissimo lavoro del secolo XVIII ; ha approvato il n. 4 ; ha respinto i n. 5 e 6. - 290 -