794 Urbano Vili. 1623-1644. Capitolo X. Nelle parti italiane del vescovado lavoravano ancora ottimi vicari della scuola di Carlo Borromeo.1 Lo Scotti esalta come una gloria particolare della Svizzera cattolica il buono stato delle fondazioni religiose (Stifte) e dei conventi. Nella Congregazione benedettina elvetica, colle famose abbazie di S. Gallo,2 Einsiedeln, Muri, Bheinau, Fiscbingen, Engelberg, Pfafers e Disentis, abati e monaci osservavano le loro regole con tutta l’esattezza possibile. L’abbazia di Fischingen nel Tliur-gau, l’unica ancora in decadenza, fu riformata dallo Scotti.3 Anche nella Congregazione Sveva tutte le abbazie erano riformate, ma a causa della guerra erano cadute nelle più grandi strettezze, compresa anche S. Biagio, che una volta aveva posseduto 100.000 fiorini di entrate. Lo Scotti fa un quadro oscuro della miseria dei conventi in Svevia ed in Alsazia, da cui molti monaci erano stati cacciati per i torbidi guerreschi ed in parte erano fuggiti in Svizzera. Gli ottimi abati cisterciensi di Salem e di Tennenbach si trovavano pure in esilio. Lo Scotti si adoperò nei cantoni cattolici anche per la riforma dei conventi femminili. Egli vi mise per confessori per lo più Gesuiti. Questi possedevano nella circoscrizione della nunziatura svizzera cinque collegi: Costanza, Friburgo nel Breisgau, Friburgo in Svizzera, Lucerna e Pruntrut. Inoltre essi possedevano anche stabilimenti ad Ensisheim, Colmar e Lindau. Secondo lo Scotti essi lavoravano ottimamente dappertutto, specie a Lucerna ed a Friburgo in Svizzera, ove avevano molti scolari.4 Lo Scotti raccomandò al suo successore di appoggiare a Lucerna anche i Somaschi, che sotto Clemente VIII si erano stabiliti colà in ,m sobborgo. Ma i religiosi più popolari in tutta la Svizzera erano i Cappuccini. Oltre i nunzi, anche la Propaganda si occupò con molto zelo della missione svizzera.5 Lo stesso avveniva nelle provinole dei per la causa di Dio, « cuin haeret. pestilentiae contagio ex finit. Gejienn^ fluctibus in istius populi viscera irrepserit ». Il nunzio l’appoggerà. al magistrato di Sitten del 22 giugno 1624: dia ai Gesuiti un collegi0 i'1 ^ città. Cosi ancora * Brevi al magistrato di Sitten ed agli Svizzeri del l ‘ 1624, Epist. la Ib. * Breve di lode al nuovo vescovo Adriano III von 11 mat-ten del 21 novembre 1643, Epist. XIX, Archivio segreto P 0 de«1’ tificio . Scotti. 1 Qui come negli altri dati io mi appoggio sempre alla relazioni’ ti. XIX. 2 * Breve di lode all’abate di S. Gallo del 14 novembre 1643, hpw loc. cit. Be- 3 * Breve del 24 maggio 1642 all’« Abbas Helvet. congreg. or<*'.v- ¡vi. nedicti ». Così pure * il 24 maggio 1642 al nunzio svizzero. Epist. a - ’ ¡(1 4 Cfr. Duhr II 1, 263 s„ 266, 268 s., 270 s„ 275 s. (premure del n Scappi per lo stabilimento in Colmar), 287 s., 292 s., 296 s. 5 Cfr. Rocco da Cesinale II passim.