574 Urbano Vili. 1623-1644. Capitolo Vi. alcuna. Vero è, che esse erano già presenti nel loro germe; d’allora in poi si svilupparono come da sè, a poco a poco, dagl’inizi eno appariscenti fino alle grandi imprese, di cui esse furono poi costituite. Nell’anno 1617, Vincenzo, che si trovava al castello di Folle-ville, appartenente ai Gondi, venne chiamato al letto di morte di un contadino ottuangenario che veniva considerato da tutti come un galantuomo; risultò invece, e ciò venne confermato dallo stesso morente, che egli aveva mancato volgarmente ai suoi doveri di cristiano circa i sacramenti, e non aveva ricevuto i mezzi di grazia della Chiesa con proprio vantaggio.1 La signora Gondi ne fu oltremodo colpita e indusse Vincenzo ad esortare in una predica alla confessione generale, e il successo fu tale che il solo Vili! uzo non potè bastare alla ressa dei penitenti.2 Vincenzo mise a profitto queste prime esperienze. Dopo il suo ritorno da Chàtillon, ; ielle terre della famiglia Gondi tenne spesso per il povero popoln rurale la così detta missione, cioè una serie di prediche sopra 'Oli doveri del cristiano e sulla necessità di mutar vita radicali: ' . Ben presto cercò altri sacerdoti come collaboratori e i conti Gondi misero a disposizione 45.000 lire per il loro mantenimento; si •■mie così alla fondazione di un’associazione di sacerdoti, i cui membri rinunciavano a ogni attività nelle città e alle prebende e dignit: ecclesiastiche, e decidevano di dedicarsi, in piena sottomissione ai vescovi, all’opera pastorale per i poveri. Vivendo a spese dell; loro comunità, essi volevano girare di villaggio in villaggio predica ido, istruendo, esortando, facendo dottrina ai fanciulli e induce.ndo la povera gente ad una confessione generale. Non dovevano u-cettare alcun compenso per le loro fatiche, ma distribuire gra untamente il dono che essi avevano avuto dalla mano generosa di Dio.3 Già prima l’arcivescovo di Parigi aveva assegnato come dimora ai sacerdoti della missione il collegio « des Bons Enfa Dopo la morte precoce della contessa Gondi, si ritirò colà ; Vincenzo. Dopo che il collegio era passato in proprietà della ninna associazione5 e questa ebbe ottenuta l’approvazione dell’arcivescovo6 e del re,7 Vincenzo desiderò di veder riconosciuta la nuo™ associazione come congregazione religiosa. Ma la Propaganda respinse questa preghiera.8 La nuova società, invece del collegi0 1 Portail in Coste IX 58 s.; Vincenzo stesso, ivi XI 2-5. 2 Un altro motivo per la contessa Gondi di non aver fiducia nelle fessioni usuali era l’ignoranza dei sacerdoti; ivi, II 169-171. 3 Contratto originario sulla fondazione della congregazione della mi*'11 del 17 aprile 1625, ivi, III 197-202. 4 II primo marzo 1624, ivi I 24 nota. 5 L’8 giugno 1627, ivi, XIII 208 ss., 213 ss., 215 ss. 6 II 24 aprile 1626, ivi, 202. 7 Maggio 1627, ivi, 206 ss.; cfr. 225 s., 232 ss 8 II 22 agosto 1628, ivi, 222 s., 225.