Posizione difficile di Rossetti in Londra. 839 Era inevitabile, che particolarmente l’inviato papale venisse a trovarsi in pericolo, poiché la presenza appunto di esso alla corte aveva dato l’alimento precipuo all’odio delle masse contro i cattolici. TI Rossetti, pertanto, già nel settembre 1639 in occasione del primo progetto di riconvocazione del Parlamento, aveva chiesto la protezione della regina, e Carlo aveva risposto eh ’egli insisterebbe sul punto, che le comunicazioni di sua moglie con Roma erano una clausola del contratto matrimoniale. Questa, però, era una falsità, che fu anche subito indicata pubblicamente come tale dal Coke.1 Nell’anno seguente le lettere del Rossetti ripetono spesso la notizia di manifesti contro lui medesimo ed i cattolici. Il 4 maggio 1640 egli scrive, che si pensava ad incendiargli la casa, il 1° giugno egli è in grado di riferire su assembramenti contro il palazzo della regina ed il convento dei Cappuccini nel Somerset, otto giorni più tardi, egli ha passato la notte nell’abitazione della regina madre, perchè la sua vita è minacciata.2 Notizie simili tornano ripetutamente nei suoi rapporti; cosi il 31 agosto 1640, che gli Scozzesi volevano distruggere la cappella dei Cappuccini ed uccidere lo stesso Rossetti, il 26 ottobre, ch’essi miravano ad incendiargli la casa.3 Nella notte sul 4 novembre 1641 egli cerca di nuovo un rifugio nel palazzo della regina.4 Invece non gli accadde nulla; il segretario del Rossetti, Vincenzo Armanni, scrive,5 che, quando la plebaglia sembrava già in procinto di adoperar le mani, si fermava e ficcava solo gli occhi addosso al legato come istupidita, senza spingersi più avanti. Il contegno coraggioso del Rossetti potè contribuire a ciò non poco. Il 19 ottobre 1640 egli scrive, che partirà solo in caso di necessità, ed anche il cardinale Barberini gli consigliò il 1° dicembre di continuare a rimanere, se possibile, presso la regina.6 La situazione del re, tuttavia, secondo anche le asserzioni del Rossetti,7 diveniva sempre più disperata. È da prevedere, scriveva l’Armanni, la rovina della casa reale e con exsa della causa cattolica. « Le voci di tutti i politici gridano contro quel re di sciocca bontà, non amato, non temuto, senza stima, ^enza rispetto, senza ubbidienza ».8 II 19 aprile il Rossetti scrive, ('he il cardinale Barberini approva la sua partenza, e che la regina desidera, ch’egli si metta al sicuro; l’8 luglio 1641 egli si recò ef- 1 Gardiner IX 88. 2 * Barb. 8647, Biblioteca Vaticana. 3 Ivi 8648. 4 Ivi 8649. . “ Arch. stor. Hai. 4a serie XI (1883), 175. Secondo una relazione dell’innato veneziano Giustiniani, sembra che si volesse citare il Rossetti innanzi al Parlamento (Brosch, Cromwell 213 n.). * Barb. 8648, loc. cit. * In data 11 e 18 gennaio e 2 febbraio 1641, ivi 8649. 8 Arch. stor. Hai. loc. cit.