Urbano Vili è irremovibile nella sua neutralità. 399 nel miglior modo possibile. « Dica al papa, aggiunge più sotto, che in quattro giorni entrerò nel Piemonte con 27 mila uomini e che due altri eserciti sono pronti a rinforzarci ». L’orgogliosa fiducia che traspira da questa lettera venne giustificata dagli avvenimenti che seguirono. Non avendo i negoziati intavolati col Duca di Savoia per il libero passaggio ottenuto lo scopo, il 6 marzo le truppe francesi ebbero l’ordine di attaccare la piazzaforte di Susa. L’impresa, che pretendeva di perseguire soltanto la giusta causa di Nevers, venne inaugurata come una crociata. Sul campo, in vista delle truppe, venne celebrata una Messa, nella quale Luigi XIII e i suoi dignitari si fecero amministrare da Eichelieu la santa Comunione. Dopo l’appello, diretto ai soldati e ai loro capi di seguire il loro re « al servizio di Dio e della giustizia »,x le truppe coi comandanti alla testa e con bravura veramente francese2 si lanciarono sulle trincee, che vennero prese al primo attacco. Ora anche il duca di Savoia dovette piegarsi di fronte alla valanga che straripava. Col trattato dell’ll marzo egli promise ai Francesi di tener aperto il passaggio verso Monferrato, e in cambio di Trino rinunciò a Monferrato e all’unione con la Spagna. Questa il 18 marzo dovette abbandonare l’assedio di Casale.3 Per appoggiare le insistenze di Béthune,4 che a poco a poco perdeva la speranza della riuscita, Eichelieu cercò d’influire sul I,al> > anche per mezzo del nunzio Bagno, che accompagnava il suo re. In caso di bisogno, gli diceva, egli si accontenterebbe anche di un appoggio segreto e di un piccolo concorso di truppe, bagno aggiunse a questa proposta l’osservazione che un rifiuto (lel papa avrebbe quasi immancabilmente per conseguenza una ^‘ria tensione col re e con Eichelieu. Il 22 marzo Eichelieu ripetè 1'“ •■'ile proposte in forma ancora più insistente e cercò di guadagnare papa, osservando che la lega avrebbe potuto anche riuscire utile ■'-li interessi papali nella questione di Urbino.5 Nonostante questa forte pressione, nonostante tutti gli allettamenti, Urbano tenne fermo al principio che la sua posizione '0,11 e supremo Capo della Chiesa gli rendeva impossibile di entrare " 1111,1 lega che da alleanza difensiva poteva facilmente evolversi Ms * * ' servitio di Dio e della giustitia », dice Albici (Negotiato di - ■ Monti, loc. cit.), che descrive la scena. 3 v ,;on gran ferocia », Albici, loc. cit. . 'edi Ricotti IV 268 &.;■ Carutti 289 s.; Fagniez I 407 s.; Quazza, ' 9 terra I 321. ^ edi la * Relazione di Béthune del 10 marzo 1629. Biblioteca V*to *n Vienna. 15 i b ] relazi°ui di Bagno del 12 e 15 marzo 1629, Barò. pp. 28 e 31, Ui) |I°teoa Vaticana, stampate in gran parte in Kiewning II