L’atteggiamento di Roma nella questione matrimoniale ispano-inglese. 141 Poiché non era da sperare che l’odio puritano arrivasse a permettere piena libertà religiosa, vedesse almeno il nunzio d’insistere con tutto l’impegno affinchè cessasse la repressione e la persecuzione. Durante questi negoziati per il matrimonio s’erano fatte ripetute promesse in tale senso, ma notizie certe e recentissime assicuravano che la persecuzione ancora durava; in Scozia e in Irlanda essa imperversa ancora più che in Inghilterra.1 Vanmala, rappresentante dell’infanta Isabella Clara Eugenia, se ne meraviglia assai, perchè se il re non usa maggior mitezza ora che è in attesa della nuora spagnuola, come sarà, quando sarà giunto ad averla in suo potere ? Non si permetta quindi che l’infanta Maria lasci la sua patria, prima che le promesse reali siano veramente attuate. Per tranquillare poi i cattolici inglesi, bisognerà pur trovare modo di dar loro notizia degl’impegni presi dal re e qualora il matrimonio non si facesse, il re di Spagna dovrà dir alto e chiaro che la colpa non è del papa.2 Ma era invece da prendersi altrettanto sul serio la domanda del segretario di Stato. Ludovisi mandò il giorno 18 aprile colla data del 12 uno scritto per esigere che Giacomo I riconoscesse ai cattolici pubblica libertà di culto, e questo riconoscimento venisse confermato dal Consiglio del re e dal parlamento.3 Una lettera di accompagno diceva però che il nunzio di Spagna poteva presentare o non presentare il documento, come meglio gli paresse; in ogni caso gli offrirebbe modo di tirare in lungo le trattative, se occorresse.4 La speranza in un esito felice, espressa nei documenti romani, soffrì certo una diminuzione, quando si seppe che non si faceva •sul serio; tuttavia non fu distrutta del tutto5 e in Roma come prima così si evitò anche adesso tutto quello che avrebbe pot uto danneggiare i negoziati. Cna serie di lettere fu mandata in questo affare a Filippo IV, al principe Carlo e a tre ecclesiastici influenti. Una volta che il principe ebbe a lagnarsi della scortesia del nunzio (li Madrid, questi venne ammonito di non guastare con troppe esigenze il bene che si poteva raggiungere.7 Il nunzio ebbe dal Cardinal Ludovisi una prima comunicazione 1 « Havendo noi relationi assai fresche e fidate, che tuttavia durano (le persecuzioni); e che nella Scotia si esercitano ancora con maggiore rigore, che nell Inghilterra, e nell’Irlanda nè più nè meno » Gardiner V 74. Ivi 75 s. Sulla cautela di Roma di fronte a Giacomo I il Gardiner 1 ' 32) giudica così: « They were shrewd enough to suspect that, as soon 1 liarles was safe in England with his bride, he would forget all his promises ». 3 Arezio 76. 1 Ivi 78. ‘Ludovisi il 18 aprile 1623, ivi 77, 79. 6 Ludovisi il 19 aprile, ivi 80. T Ludovisi il 19 aprile e 1° maggio ivi 87 s., 83.