444 Urbano Vili. 1623-1644. Capitolo IV. tanto diffuso largamente la sua protesta per Roma: pieni di stupore per siffatto documento, i rappresentanti delle potenze estere lo poterono così inviare ai loro governi. I cardinali spagnuoli, in una lettera a Filippo TY, si dichiararono solidali con Borda. Questi stesso e i cardinali Aldobrandini e Spinola consigliarono a! re di sfruttare l’incidente, per definire una buona volta tutte le questioni rimaste in contrasto fra Roma e Madrid, specie quelle ecclesiastiche.1 LM1 marzo, in una seduta dell’ Inquisizione, nella quale venne ripetuta e completata la bolla dell’8 marzo,2 si venne a nuovi violenti contrasti fra il papa e Borgia. Siccome il vice re di Xa poli minacciava di venire in appoggio di costui con un concilio « on la forza delle armi, Urbano Vili non osò seguire il consiglio di quei cardinali che suggerivano una punizione esemplare per il Borgia.3 Evitando ogni fretta, egli sottopose la questione ad una commissione di esperti canonisti, e quando anche questi si espressero tutti contro il cardinale spagnuolo,4 Urbano Vili evitò tot • tavia di perseguire più oltre la pratica. La ragione principale di ciò fu certo che Borgia era stato preso da Filippo sotto la sua protezione. Per quanto grande fosse lo sdegno del papa, egli non poteva tuttavia arrivare ad una completa rottura con la Spagna. Egli differì perciò la punizione del Borgia 6 e degli altri cardinali spagnuoli. Ma per i complici italiani Ubaldini e Ludovisi non ebbe tali riguardi.6 Domenico Cecchini, fautore del Ludovisi, racconta nella sua autobiografia che al cardinale Roberto Ubaldini, il quale aveva avuto anche precedentemente dei contrasti con Maffeo Barberini 7 e passava per autore della protesta presentata dal Borgia, venne minacciato l’internamento nel Castel S. Angelo, e solo la resistenza del fiscale Febei lo avrebbe salvato.8 Secondo altre notizie, fu il cardinale Francesco Barberini che impedì le estreme misure, ma Ubaldini dovette ritrattarsi per iscritto. A cardinale Ludovisi, il papa aveva fatto sapere il 18 marzo per mezzo di Cecchini che egli doveva recarsi entro dieci o dodnj giorni nel suo arcivescovado di Bologna, a scanso di velili'1 1 Vedi Le MAN 136 s. 2 Vedi Bull. XIV 283 s. 3 Vedi Leman 138. 4 Cfr. Laemmer, Melet. 245, n. 2, 247, il. L 5 Cfr. il Decreto in Bull. XIV 289 8. 6 Cfr. Leman 141. g 7 Cfr. su questi conflitti la * Relazione in Barb. 4729, p- 341 s. bliotecaVaticana. j go*. 8 Vedi il passo della * Autobiografìa di Cecchini in Arch. Slot ■ Rom. X 295 il quale però è alterato in modo da confonderne il seiif-'1 deve leggersi « Borghese » e non « Borgia ».