Nuovi incarichi ai nunzi. 405 Milano a Gonzalez de Córdova, e che portò due milioni di talleri in contanti. L’esercito spagnuolo avrebbe dovuto occupare il Monferrato, mentre gli imperiali sarebbero proceduti contro Mantova. l'na malattia del Collalto portò ancora una dilazione, ma poi le truppe imperiali si rovesciarono come una valanga 1 sul cremonese e sul mantovano. I vili soldati di Nevers e dei veneziani si ritirarono su tutta la linea. Alla, fine d’ottobre, gl’imperiali stavano innanzi a Mantova, che, circondata per tre lati da laghi palustri, arrestò in un primo tempo la corsa vittoriosa. Nemmeno nel Monferrato si era avuta una azione decisiva perchè Spinola non sapeva risolversi a porre l’assedio a Casale.2 Urbano Vili era co stentatissimo per l’avanzata degli imperiali.3 Per (pianto piccole fossero le speranze, egli rinnovò tuttavia gli sforzi per il ristabilimento della pace, pronto a condiscendere ad ogni proposta che vi potesse condurre.4 Profittando di una lettera di Filippo IV, giunta alla fine di settembre e scritta il 2 dello stesso mese, riprese l’idea del congresso. In questa lettera, il re di Spagna prometteva che, qualora il papa ottenesse il ritiro delle truppe francesi dall’Italia, egli influirebbe perchè si allontanassero anche le truppe imperiali.5 Dopo consultazioni coi cardinali Barberini, Ginnasio, Pio, Lante, Capponi, Aldobrandini, Caetani, Zacchia, Gessi, Verospi e Ginetti, vennero mandati nuovi corrieri con nuove credenziali e rispettivi incarichi per i nunzi di Madrid, Vienna e Parigi. Il nunzio di Spagna era incaricato di richiamare l’attenzione di < Mi vare,s sulla pericolosa situazione dei Paesi Bassi, ove, in seguito all'impiego delle truppe imperiali in Italia, erano cadute in mano degli Olandesi due piazze così importanti come Herzogen-busch (Bois le Due) e Wesel. À Pallotto venne scritto di affacciare ■l \ ienna i pericoli che incombevano da parte dei Turchi, degli s'edesi e dei Danesi. Il vantaggio che Bggenberg si riprometteva dalla guerra italiana era molto dubbio, perchè colà v’erano sempre ossi duri da rodere. L’occupazione dei passi svizzeri provocherà "'i Sv'zzeri e i principi italiani, e d’altra parte la Francia mai è »tata così forte come ora. In vista dei gravi danni che le com-l'n azioni guerresche potevano portare alla religione cattolica, 'Operatore, in un affare che riguardava la sua coscienza, doveva Vedi Pappus I 47. \ edi .Muratori XL 116 s.; Zwiedineck-Sùdenhobst II 135 s., 290 s. - ' tr' Relazione di Béthune dell’11 settembre 1727 sulla sua udienza coi ' se mbre: « J’ai trouve a mon arrivee Sa S,e avec un visage tant trouble fflent 1 a^an^ entendu des choses qui luy fussent peu agreables. J’eu prompte-ffiier a freuve de cela, car ses premiers paroles furent: Nous sommes a la "/ “' Biblioteca di Stato in Vienna. Cfr. Quazza I 427 , ,fr- Quazza I 427 s., 429. *45 -a(K1 ^ -s- ivi 732 s., la risposta di Urbano Vili. Cfr. Quazza I