'97 hanno pure dentro al teatro una cappella, in cui per la stessa cagione ardono loro cerei alla Madonna; e s’ ella noi crede legga di grazia l'opera a pagine trecentosessantacinqtie del primo volume che ne rimarrà perfettamente capacitata. Imperciocché chi potrebbe negar fede ad uno scrittore dotato di sì fina critica e special-mente di tanta dottrina che trovò perfino che la piazza di s. Marco è opera del Sammiche-li? Contando sei teatri, uno di più del giusto, quando non conti nel numero la nuova sala delle marionette, S. E. li fa chiusi per sette ed otto mesi: se non che qui lo storico stette forse alle tradizioni, e si riferì a’ tempi della »Senna e del Bucintoro. In somma s’ella ne vuol sapere di più legga il libro che non ho più pazienza d’ andar innanzi. Sono vent’ otto facce di spropositi, d’errori, di falsità d’ ogni specie, di cui il meno che si possa dire é che non hanno il senso comune. Ci vorrebbe un’opera per confutarle, ed anche la fatica sarebbe gittata, poiché il libro ha in sé medesimo la sua condanna. Certo è nel mondo famosa la leggerezza d’una certa gente, ma tanta levità di cervello, quanta qui ne mostra il povero barone d’IIaus-sez, potrebbe appena comprendersi, ove non si sapesse che le disgrazie danno appunto nel cervello.