222 LE VENDETTE DI SANGUE Quando questo tribunale, il kmeti, si riuniva, la gente accorreva in folla anche dai paesi più lontani. Date le profonde divisioni, e gli odi di fa- miglie che esistevano in questo paese, compatto soltanto quando si trattava di combattere il turco, una di queste riconciliazioni non interessava so- lamente le due famiglie, ma tutti coloro che, per alleanza o per simpatia, parteggiavano per l’una o per l’altra. Il Tribunale si occupava prima di tutto del computo del sangue sparso. Un sangue, os- sia una ferita, era valutata a dodici zecchini, una testa, cioè un morto, equivaleva a dodici fe- rite: la morte di un capo o di un prete era cal- colata sette volte più. La cerimonia incominciava quindi con una messa solenne: le bandiere di tutte le parrocchie sventolavano intorno alla chiesa dove la riunione aveva luogo e le campane suonavano a distesa. Tutti i componenti del kmeti intervenivano, a di- giuno, indossando i loro abiti più belli. Stabilito il prezzo del riscatto, la somma da versare, una specie di cancelliere mandava all’of- feso, che era generalmente il capo della famiglia dell’ estinto, dodici fanciulli accompagnati dalle loro madri : l’innocenza era incaricata di disar- mare la sua collera, di supplicare il perdono per il colpevole. Questi usciva di casa, insieme ai fan-