792 Urbano Vili. 1623-1644. Capitolo X. era territorio di missione e quindi soggetto a Propaganda. Il vescovo di Ginevra si era dovuto ritirare ad Annecy in Savoia, quello di Basilea addirittura fuori di diocesi a Pruntrut, che del resto era territorio a lui appartenente, quello di Losanna a Friburgo, unica rimastagli fedele. Il vescovo di Coira risiedeva in una città divenuta interamente protestante, nel palazzo appartenentegli quale principe dell’impero. I vescovi avevano un saldo appoggio nel nunzio papale residente a Lucernai. A Poma si dava grande importanza alla nunziatura svizzera, perchè l’investito trovavasi in un posto di osservazione donde si apriva la via per agire in Francia, in Germania, e nell’Austria, e perchè egli rappresentava il papa in un paese, che, se avesse abbandonato interamente la Chiesa, avrebbe potuto tagliare o render difficili i rapporti colla Germania e al tempo stesso aprire al protestantesimo la via in Italia.1 Tennero la nunziatura svizzera sotto Urbano Vili, Alessandro Scappi, Ciriaco Bocci (dal giugno 1628 al maggio 1630), Ranuccio Scotti (fino al maggio 1639), Girolamo Farnese (fino all’ottobre 1643), finalmente il teatino Lorenzo Gavotti.2 I nunzi riguardarono come loro compito principale di favorire dappertutto la causa cattolica, particolarmente i suoi campioni, i vescovi e gli Ordini religiosi, interessandosi anche alla repressione degli abusi propagatisi. Zelo speciale mostrarono sotto questo rispetto lo Scappi3 e lo Scotti. L’ultimo compilò alla sua partenza, al principio del maggio 1639, una relazione particolareggiata per il suo successore, che getta una luce interessantissima sulle condizioni ecclesiastiche e politiche della Svizzera,4 la quale venne solo leggermente toccata dalla grande guerra di allora.5 Dei vescovi lo Scotti non ha che da riferir bene. Quello di Costanza, Truchsess von Waldburg, era un uomo assai pio, ma per 1 Vedi Mejer, Propaganda I 108. * Vedi Biaudet, Nonciature* 214 s. Cfr. anelie Steiner, Die pdp*tli