SALA 40. LA SCUOLA DI PARIGI. Commissario ordinatore» RENÉ PARESCE. La gloria dell’ Ottocento francese, ed in ispedal modo la clamorosa vittoria impressionista, hanno fatto convergere sulla Francia lo sguardo di tutti i moderni cultori dell’ arte e reso possibile la creazione a Parigi di un vasto mercato artistico quale oggi, altrove, non è dato di ri» scontrare. Terreno ancora smosso dagli ultimi cimenti, atmosfera ancor fer» vida ed entusiasta delle ultime vittorie, è sembrato questo un campo ideale di lotta e di esperienze« i novatori del mondo intero, lasciate le loro terre d’ origine, dalla Norvegia siderea all’ Oriente solatio, dalle desolate steppe della Russia all’ America turbinosa, dalla Spagna, dal* l’Inghilterra, a densi stormi sono calati su Parigi. Ed è così che questa città è divenuta la grande fucina nella quale instancabilmente si martella l’incandescente metallo dell’ arte per imprimergli forme nuove, è così che da Parigi queste nascono e rapidamente si diffondono. Ora è avvenuto questo fatto veramente singolare « all’ Esposizione di Venezia, che pur si prefigge tra i suoi postulati essenziali di far conoscere le evoluzioni più attuali dell’ arte, la Scuola di Parigi non è stata mai presentata. Si sono raccolti accuratamente e pomposamente messi in mostra i suoi tardi riverberi dispersi ai quattro angoli del globo, ma si è sempre ignorato la sorgente da cui quest’ arte scaturisce, si evolve e si trasforma in una perenne rinascita. Ci voleva la XVI Biennale per veder colmata questa lacuna. La Scuola di Parigi non è la Scuola Francese, ma In qualche punto esse combaciano e per forza di cose si fondono e si confondono. È così che per non fare inutili doppioni, abbiamo dovuto privarci di artisti di chiara fama come Matisse, Rouault, Friesz o Dufresne che per il carattere particolare della loro arte bene avrebbero figurato nella nostra sezione. Tal qual’è, potrà tuttavia permettere alla critica ed al pubblico italiano di formarsi un concetto di questo movimento e di queste ricerche « le quali, se pure a volte cadono nel nulla ed infruttuosamente isteriliscono, non debbono per questo lasciarci indifferenti. È da questo spirito battagliero ed eternamente teso ad indagare le possibilità del-l’arte, che il nuovo può nascere e 1’ arte può progredire. * * * Le tendenze principali di questa scuola? Sono quelle che esistono da che mondo è mondo e che, eterne nemiche, cozzano fra di loro 123