258 Paolo V. 1605-1621. Capitolo VI. sionari, ma si scelgano persone di piccola statura, affinchè i nostri cristiani possano nasconderli più facilmente »-1 Anche in Cina avvenne durante il pontificato di Paolo V una persecuzione, la quale tuttavia danneggiò l’attività dei missionari gesuiti solo per breve tempo. Questi dovettero la loro forte posizione all’accorta condotta di Matteo Eicci, che cercava di raggiungere il suo scopo mediante un adattamento il più completo possibile alla foggia di vestire e di vivere, al modo di sentire e di esprimersi dei Cinesi, mediante una nutrita relazione con i dotti, ma anche con un ins'egnamento catechistico popolare.2 Egli non si scoraggiò punto per il fatto che non tutti i suoi confratelli erano d’accordo con i suoi metodi di adattamento,3 e che dopo un’attività di venticinque anni il numero dei cristiani non superava i duemila. Eicci aveva piena coscienza che il suo compito poteva consistere soltanto nell’aprire la strada, nel gettare il seme della dottrina cristiana, mentre il tempo della raccolta poteva venire solo più tardi.4 Del resto il numero di 2000 era assai considerevole, non solo in riguardo alle difficoltà naturali per comunicare ai Cinesi la dottrina cristiana, ma anche per un altro rispetto. La posizione sociale dei nuovi convertiti era altrettanto distinta quanto la loro fermezza nella nuova credenza; quasi tutti rimasero fedeli durante la persecuzione che si succedette.6 Il Eicci, pertanto, comunicava nel 1608 al suo generale il detto numero con piena speranza nel futuro, in quanto aggiungeva: « Andiamo ogni giorno più guadagnando credito, specialmente nelle due corti di Pechino e Nanchino ».6 Anche a prescindere dalla direzione della missione, gravava sul Eicci un lavoro ingente, di cui faceva parte anche la costruzione di una nuova chiesa in Pechino e i minuti rapporti, assorbenti assai tempo, con i funzionari e gli scienziati cinesi. Tuttavia quest’uomo instancabile trovava ancora tempo di stendere ampi appunti scritti. A lungo andare tuttavia egli non resse al travaglio. Erede dello spirito e delle virtù di Francesco Saverio, egli morì prematuramente come questi l’il maggio 1610, dopo aver fondato 1 Vedi Delplace II 167. 2 Cfr. la presente opera vol. XI 485 s. Un esempio d’insegnamento popolare è il catechismo cinese del 1619 scoperto dal Dahlmann nella biblioteca universitaria di Tokio; vedi Stimmen aus Maria-Laacli LXXXI 509 s. 3 Cfr. Huonder 8 e K. Pieper, nella Zeitsehr. für Missionswissenschajt XIV (1924) 3 s. 4 Lettera al p. Girol. Costa, in data Nanking 1599 agosto 14; vedi Tacchi Venturi, Opere storiche del p. Matteo Eicci II (Le lettere dalla Cina), -Macerata 1913, 243 s. 6 Vedi Brucker nelle Ètudes CXXIV 776. 6 Ricci a Cl. Aquavivà, in data Pechino 1608 marzo S; vedi Tacchi \ turi loc. cit. II 339 s.