ßernerio, Du Perron e Bellarmino circa la questione della grazia. 181 roni si pronunciarono per indagini ulteriori. Di questi, il Givry e il Bianchetti inclinavano piuttosto verso l’opinione domenicana, c precisamente il primo perchè essa attribuiva a Dio una potenza maggiore, mentre il secondo giustificava la sua predilezione con la sentenza del Concilio di Trento: che senza Dio noi non possiamo ir nulla di buono. Egli aggiungeva anche, doversi l’ulteriore indagine condurre innanzi ad altri cardinali e consultori, ed esser neces-irio per i censori appurare se veramente il Molina insegnasse le 12 proposizioni condannate. Il cardinale Arigoni si accorda col ilianchetti; nel resto egli sconsiglia di proibire l’opera del Molina lino a che fosse emendata, come alcuni proponevano. Egfi non vuole neppure che nella questione vengano fissate per sentenza papale proposizioni dai contorni troppo recisi, poiché ciò non offrirebbe un vantaggio corrispondente e darebbe occasione agli retici di scrivere contro tali proposizioni. Un giudizio chiaro e preciso, sul punto fondamentale della < ontroversia discussa così a lungo, appare soltanto nei pareri dei cardinali Bernerio, Bellarmino e Du Perron. Il Bernerio si pronunziò recisamente per la necessità di una definizione papale, e precisamente nel senso della Congregazione romana e della condanna da essa formulata delle 42 proposizioni. Queste proposizioni dovevano essere indicate espressamente come dottrina di Molina e condannate. Sulla predeterminazione fisica occorreva emanare una Bolla speciale. Non vi si doveva nominare la Compagnia di Gesù, per risparmiarne l’onore. Anche Pio II, quando c’era stata controversia circa il sangue di Cristo fra Domenicani e Francescani e tutti i cardinali erano dalla parte dei primi, aveva evitato così una decisione contro i Francescani, dei quali aveva bisogno come predicatori della crociata contro i Turchi.1 Come il domenicano Bernerio si esprimeva decisamente per I opinione del suo Ordine, così Bellarmino e Du Perron prendevano posizione altrettanto decisa per l’opinione opposta. La II ¡edeterminazione fisica, nota il Bellarmino, è l’opinione di Calvino e Lutero. I Domenicani sono da scusare, perchè non leggono i libri degli eretici. Banes ha parlato peggio di Molina, •n quanto egli biasima l’opinione di Agostino sulla riprovazione eterna. L’opera del Molina è stata approvata da due scuole superiori. Si potevano definire con una Bolla alcune proposizioni indù-citabili, sulle quali le due parti erano d’accordo, i punti più difficili conveniva lasciarli da parte. Du Perron si espresse in modo simile. La dottrina della predeterminazione fisica sarebbe accolta volentieri e sottoscritta dai 'Cfr. la presente opera voi. II. 187.