Indole morale del Sarpi. 99 selliate. Contemporaneamente egli ottenne dal vescovo un posto come professore di teologia positiva. Nel 1579, a 27 anni ancora non compiuti, saliva al grado di provinciale, e nel 1585 andò a Roma come procuratore generale del suo Ordine. Non sembra che là egli abbia fatto punto cattiva impressione; il Cardinal Santori lo propose nel 1593 per vescovo di Milopotamo in Creta.1 Pochi anni più tardi, per verità, il giudizio della Curia era cambiato; quando il Sarpi nel 1600 e 1601 pose successivamente la sua candidatura ai seggi vescovili di Caorle e di Nona, egli fu respinto ambedue le volte nonostante la raccomandazione della Signoria;2 formarono ostacolo i suoi rapporti con eretici, ma anche altre circostanze.3 In seguito il Sarpi si allontanò sempre più dalla Chiesa; fino a che punto sia arrivato, non è possibile decidere. L’inviato inglese a Venezia, Wotton, mandò al suo re il ritratto del Sarpi come quello di un protestante autentico sotto la cocolla monacale, e le notizie del Wotton provenivano dal suo cappellano William Bedell, che ogni settimana passava mezza giornata 4 col Servita e cercava di indagarlo sotto l’aspetto religioso. All’inviato francese Rruslart il Sarpi veniva descritto come uomo senza religione, senza fede, senza coscienza, negatore dell’immortalità dell’anima.s Quella Chiesa che venera il papa come suo capo visibile è designata costantemente dal Sarpi nelle sue lettere con le espressioni ed immagini dell’Apocalisse ch’erano abituali ai protestanti;6 egli fece 1 Bianchi-Giovini 35 s., 74; F. Micanzio nelle Opere varie I 47. Seconda altra notizia il Santori l’avrebhe penetrato già allora: « Sanctorius ordini^ olim protector ingenium hominis et meditamenta introspexerat, et nocitura reipublicae quandoque praedixerat », e perciò aveva anche cercato di trattenerlo a Roma (E. Krauss nell’Archiv, für kath. Kirchenrecht. LXXXII [1902] 18). 2 La petizione del Sarpi per Nona e la raccomandazione del Senato presso il Griselini nelle Opere varie I 26 s. 3 Cfr. la presente opera vol. XI 476. Il nunzio Zacchia diceva nel 1623 al Doge: « Quanto poi alla vita di fra Paolo, che altrove era tenuto in concetto molto differente [in Venezia si parlava di lui come di un santo], e particolarmente in Roma, dove.... non potè perciò ottenere le prelature che pretendeva; oltre le sopra accennate prattiche con gli eretici, e le altre cose che non volevo, per allora, esprimere più innanzi; sapendo che S. Ser.1-' m’ intendeva meglio che non gli averei potuto esplicare (Ploncher nell’Arch. stor. ital. 4 Serie IX ¡1882] 158 s.). Il Sarpi è descritto come una natura frugale di scienziato (Bianchi-Giovini 371) Viene tacciato d’orgoglio; « un très-süffisant personnage » lo chiama Cristiano d’Anhalt, presso il Gindely, Rudolf II. vol. I 121. 1 Wotton al Salisbury il 13 settembre 1607, in The Athenaeum, n. 4062 del 2 settembre 1905, p. 304. ’ Siri 1 437. [j0 considerano comejun libero pensatore anche il- Gindelv oc. cit., 123 e F. S. Kraus, Gesch. der christl. Kunst II 2, 729. Bist.-polit. Blätter, XI 397. Secondo Hase (Vorlesungen^377) il Sarpi oieva una Chiesa cattolica senza papa. « Per il Sarpi unico scopo della vita