Ricordi di Angela Meriti. 371 Come si vede la diffusione delle Orsoline non ebbe danno dal fatto che si formò allora anche un’altra Unione per l’istruzione della gioventù femminile: la congregazione di Benedettine di Nostra Amata Signora fondata a Bordeaux da Giovanna de Le-stonnac, una nipote di Montaigne, ed approvata nel 1617 da Paolo V.1 Le Orsoline della Franca Contea spagnola di Borgogna si distinsero da quelle francesi soprattutto perchè esse facevano soltanto voti semplici e non avevano la clausura. Il primo stabilimento in questo territorio era stato fondato nel 1606 a Dóle da Anna de Xainctonge, dopo grosse difficoltà.2 Filiali si formarono nel 1615 a Yesoul, nel 1617 ad Arbois, nel 1618 a S. Ippolito-sur-le-Doubs, nel 1619 a Besanzone ed a Pruntrut. Le Orsoline di Borgogna stavano sotto le direzione particolare dei Gesuiti. Questa direzione e le misure prudenziali prescritte nelle Costituzioni, specialmente la prescrizione di uscire solo due a due, dovevano prevenire ogni abuso della libertà concessa. L’una e le altre fecero assolutamente buona prova. Le Orsoline di Borgogna si dedicarono con zelo e successo uguale a quello delle francesi al rinnovamento della gioventù femminile, e prepararono così anch’esse quella fioritura di vita cristiana che distingue la prima metà del Seicento. La causa principale dei loro successi fu che presso le discepole francesi di Angela Merici come presso quelle borgognone lo spirito della fondatrice dominò in grado ugualmente alto. Essa lo aveva depositato nel suo testamento famoso e nelle commoventi esortazioni di addio, e aveva lasciato così alla sua comunità un tesoro prezioso di luce, di esperienza e di amore materno.3 «Teneti l’antiqua strata et usanza, dice ella in fine dei suoi Ricordi, della Chiesa, ordenata et fermata da tanti Santi per la ispiratione dello Spirito Santo et fati vita nova. Delle altre ope-nioni, che adesso sorgono, et sorgeranno lassatile andare, sicome a voi non pertiengano. Ma pregati et fati pregare che Dio non abandone la sua Chiesa, ma la voglia riformare siccome allui piace et vede esser meglio a noi, et più honore, et gloria sua. Imperoche a questi tempi pericolosi et pestiferi altro ricorso non trovareti che il porger alli piedi di Iesu Christo, quale se lui vi 1 Vedi V. Mekcier, La bienh. Jeanne de Lestonnac, Poitiers 1900, e Couzakd, La bienh. Jeanne de Lestonnac, Parigi 1904 (cfr. la critica di questo lavoro nella Rev. d. quest, hist. LXXVII 312). 2 Cfr. l’opera, basata sopra studi profondi, anche di fonti manoscritte, di I. Morey: Anne de Xainctonge et la Compagnie de St.-Ursule en Bourgogne, - voli., Parigi (1891); edizione tedesca, abbreviata, di L. Arens, Friburgo i. Br. 1903. Vedi inoltre A. de Nitray, Une educatrice dw xvn siede, Parigi 1919. 3 II Testamento di A. Merici e i suoi Ricordi sono stati pubblicati da Salvatori (198 s., 206 s.); buona traduzione in (I. Schuler), Gesch. der hi. Merici, Innsbruck 1893, 897 s., 905 s.