Elezione di Medici. 15 decisivi la dovuta attenzione. Benché egli fosse stato informato da Doria e Madruzzo del pericolo che minacciava, riteneva impossibile l’elezione di Medici, e si abbandonò ad una inerzia spensierata. Egli credeva evidentemente, che l’elezione non si sarebbe svolta diversamente che mediante una regolare nuova raccolta di voti. Ma in ciò egli si sbagliò completamente. Simile ad altri amici della Spagna, si decise anche Dietrichstein ad appoggiare la scelta di Medici, dopo che questi l’aveva tranquillizzato, assicurandolo che avrebbe sempre amato l’imperatore Rodolfo ed il re Filippo, e che avrebbe protetto ambedue quali colonne della Chiesa.1 Ad Aldobrandini tuttora riluttante, venne fatto urgenza dagli stessi suoi aderenti, di decidersi immantenente. Dopo che Baronio si era ancora una volta pronunciato per Medici raccomandando l’immediata elezione di questi, cedette finalmente anche Aldobrandini. Quando egli giunse nella cella del Mediceo, vi trovò radunati più di due terzi degli elettori, i quali avevano, senza ulteriore scrutinio, eletto a papa il menzionato cardinale. Solo a questo annunzio caddero le bende dagli occhi di Ávila. Egli accelerò il suo passo lungo i corridoi del Conclave, per riunire i suoi aderenti di prima per una esclusione, e una protesta impetuosa; ma fu troppo tardi. Ávila rinnovò la sua protesta nella Cappella Paolina, ove i cardinali si erano ritirati per l’adorazione del nuovo pontefice, mentre egli gridava ad alta voce, che il re cattolico non voleva Medici per papa. Ma i suoi stessi aderenti gli risposero che era inutile qualsiasi protesta contro collii che era già eletto papa.2 Solo per conservare l’usanza fu poi fatto uno scrutinio aperto per Medici, il quale scelse il nome di Leone XI.3 Essendo già notte inoltrata, non si sciolse il Conclave, per evitare dei disordini, e si comunicò l’elezione al pubblico solo la mattina seguente, 2 aprile.4 L’elezione di Medici era un avvenimento di somma importanza, poiché aveva avuto luogo coll’aperta noncuranza dei desideri del 1 Vedi la * Relazione del cardinale Paravicini a Rodolfo II del 2 aprile 1605, Archivio di Stato in Vienna 39-248. Cfr. Gindely, Bu-dólf II, vol. I, 109. 2 Vedi Gindely I 110 dietro le Relazioni spagnuole. Cfr. inoltre le Relazioni francesi di Du Perron, Ambassades loc. cit. Sâgmüller (Papstwahl-bullen 240) in opposizione a Wahrmund (207 s.) vede nei procedimenti di allora l’applicazione dell’esclusione in tutta forma. Egli vi tiene fermo nel-1’(Archiv /. kathol. Kirclienrecht LXXIII 198 s.), di fronte a Wahrmund (ibid. LXXII 205 s.). Herre (651) osserva: ‘Io apprezzo diversamente da Wahrmund il procedimento per lo sviluppo dell’esclusione; del resto, il mio lavoro rende naturale, che io non mi inoltri più nella questione giuridica ’. Recentemente si dichiararono contro Sàgmüller, Ruffini (loc. cit.) ed anche Eisler (Veto 61 s.). 3 Vedi Mucanzio presso Gatticus 347. 4 Vedi ibid.