268 Paolo Y. 1605-1621. Capitolo VI. Gli uomini provenienti dalla scuola dei Carmelitani possedevano lo schietto spirito missionario. Essi gettarono sotto Paolo V il seme di una ricca fecondità non solo in Persia, ma anche in altri territori. Clemente Vili aveva istituito nel 1597 un vescovato a Sào Salvador per i regni del Congo e dell’Angola, affidandolo al francescano Rangel. Questi lavorò in modo eccellente, fortemente appoggiato dal sovrano del Congo, Alvalo II; ma presto soggiacque agli strapazzi e al clima cui non era abituato.1 Con la nomina del nuovo vescovo si collegava l’ambasciata che Alvaro II nel 1601 destinò a Roma.2 Egli scelse per essa un suo parente, Antonio Emanuele, il quale parlava portoghese e spagnuolo. Il viaggio in Spagna fatto passando per il Brasile riuscì gravoso. Già a Lisbona l’inviato ammalò. Egli si recò quindi a Madrid per una sosta più lunga.3 Solo al principio del 1608 giunse a Civitavecchia. Ad Antonio Mgrito, come lo si chiamava per il colore della sua pelle, erano morti per istrada tutti quanti i compagni. Egli doveva compiere il suo ingresso solenne nella Città Eterna il giorno del-l’Epifania; ma era già così sofferente per il clima inusitato, che lo si dovette portare in una lettiga a Roma, ove il papa gli assegnò dimora in Vaticano.4 Poiché le condizioni dell’ammalato peggioravano, Paolo V lo visitò ripetutamente. Anche al momento della sua morte, seguita la vigilia dell’Epifania, egli era presso di lui, secondo che risulta da un affresco della Biblioteca Vaticana. La sepoltura’delPinviato, ch’ebbe luogo in S. Maria Maggiore, assunse l’aspetto di una grande solennità.6 L’inviato ebbe colà dal papa un monumento, che rende la sua fisionomia con grande fedeltà.* di N. S. Paolo V sopra la stampa della Bibia in lingua Persiana », Biblioteca Vaticana. 1 Cfr. V. Babsten nel Précis hist. Ili, 4 (1895) 473. 2 Cfr. la lettera di Alvaro II, diretta ancora a Clemente Vili, del 13 luglio 1604, nello studio di F. Colonna nella rivista Boma III (1925) 118. 3 Cfr. ivi 119. 4 Vedi gli * Avvisi del 5 e 9 gennaio 1608, Biblioteca Vaticana» Mucantius, * Diarium, in Borghese tomo 721, Archivio segreto pontificio, e le lettere dei Gesuiti pubblicate dal Baesten loc. cit. 474 s. Cfr. anche Obbaan, Documenti 6 s., 92 a.; Alys de Cabamay-Chimay-Bob-ohese, Belges et Africains, Home 1916, 17 s., e lo studio di F. Colonna loc. cit. 156 s. 5 Vedi, oltre le fonti addotte dal Baesten (loc. cit.), Alys de Caramay-Chimay-Borghese (loc. cit. 18 s.) e F. Colonna (159 s.), il diffuso *Awiso-del 9 gennaio 1608, secondo il quale l’inviato doveva esser seppellito più tardi nella Cappella Borghese « ad perpetuimi honorem » (Biblioteca vaticana). Secondo questa fonte la Congregazione dei Riti aveva deciso di ricevere l’inviato in un concistoro pubblico, nonostante l’opposizione degli Spa-gnuoli, che dichiaravano il regno del Congo tributario come il Portogallo- 6 Vedi A. Mu&oz in L'Arte 1909, 178 e La scultura barocca a Roma-L’esotismo, nella Rass. d'arte, 1919, marzo—aprile, come pure le particolareg-