116 Paolo V. 1605-1621. Capitolo IV. dall’ultima guerra turca, dice un rapporto del 1590,1 per l’entrata nel Consiglio venivano richiesti solo 18 anni di età; in conseguenza di ciò i giovani avevano acquistato il predominio sopra gli uomini vecchi e sperimentati. Si vedevano vecchi venerandi affannarsi per ottenere il loro favore, essendo la distribuzione di tutti gli uffici in mano dei giovani. In conseguenza di ciò si eran mutate le condizioni morali e politiche della repubblica. TI Consiglio dei Dieci venne limitato nel suo potere a vantaggio del Senato,2 nel quale i giovani avevano la preponderanza. Lo spirito economo e frugale dei Veneziani antichi spariva,3 leggerezza ed immoralità prendevano piede sempre più largamente; alcuni anni prima dell’interdetto un predicatore si arrischiò di dire che, se la città non migliorava sotto questo aspetto, egli temeva che Dio, per punizione, avrebbe tolto alla repubblica la luce della fede.4 Trascorsi pochi mesi dall’interdetto, apparve chiaro che le cose non potevano seguitare così: o Venezia avrebbe dovuto apertamente abbandonare la Chiesa, oppure si doveva arrivare ad una conciliazione mediante concessioni reciproche. Paolo V fu disposto ben presto a piegare, solo insisteva che gli fosse data una qualche soddisfazione.5 Ma il Senato sembrava non volersi persuadere a conceder nulla; esso irrigidivasi ostinatamente nell’idea di umiliare il papa, esigendo da lui una ritirata completa. Ma la decisione finale già da un pezzo non era più nelle mani del Senato soltanto. I marosi si erano estesi fino all’Inghilterra e alla Danimarca, e ai vicini immediati della repubblica pei primi non poteva riuscire proprio indifferente che in Venezia sorgesse uno stato protestante; esso poteva significare la guerra civile in Italia e un pericolo per tutta Europa. I ministri dirigenti di Francia e Spagna, Villeroi e Lerma, furono i primi ad intervenire ben presto nelle complicazioni veneziane. Il capo dell’impero tedesco avrebbe avuto tutti i motivi per fare altrettanto, ma l’impotente Rodolfo II solo al principio e al termine della lotta 1 * Relationc della Ser. Republica di Venetia nei Cod. 35 F. 29 f. 221, B i -blioteea Corsini in Roma. 2 Cfr. Ranke, Zur venezianischm OescMclite * Opere XLll 64 ss. V. anche la presente opera voi. X 246 n. 2. 3 ■> [La gioventù] ha introdotto nelle mense altra sorte di lusso con non picciolo ramarico de’ vecchi (* Relatione, Cod. 35 F. 29 f. 221, Biblioteca Corsini in Roma). Un certo liabito d’incontinenza, con che si allevano i giovani di quella repubblica, i quali abbandonati in ogni sorta d’intemperanza e d’impudicitia, fa che quegli anni, ohe si dovrebbono dare all’apprendere delle buone discipline. . ., restino vilmente a perdersi nelle sensualità » etc. Si ricorre alla scusa, che la carnalità è proprio difetto di Venezia (ivi f. 220v). 4 Giov. Bertolotti, Filoprotropia, Bologna 1606, 4. 6 Cfr. gli estratti dalle lettere del card, di Vicenza presso Cornet 323.