Prudenti consigli di Paolo V all'imperatore. 599 la sua gioia.1 Contemporaneamente egli fece esortare Ferdinando per mezzo dell’inviato imperiale, il principe Savelli, ad usufruire il più possibile della ottenuta vittoria a vantaggio della religione cattolica. Raccomandò che questo fine gli fosse innanzi agli occhi nel colloquio imminente con i duchi di Baviera e di Sassonia a Praga. Poiché l’Elettore Giovanni Giorgio aveva già manifestato inclinazione a ritornare alla Chiesa, Ferdinando favorisse questa inclinazione il più possibile. Ove dovessero sorgere difficoltà per i beni ecclesiastici che la Sassonia si era presi, il papa cercherebbe mezzi e vie per eliminarle. Riguardo all’Elettorato palatino, egli patrocinò caldissimamente che fosse trasferito al duca di Baviera.2 Un suggerimento di Paolo Y ad usufruire dei successi dello Spinola nel Palatinato per la restituzione dei beni ecclesiastici fu giudicato da Ferdinando II intempestivo e lasciato senza alcun seguito.3 Così nelle località conquistate dal generale spagnuolo ci si limitò dapprincipio alla restaurazione cattolica.4 V’è qualche cosa di tragico nel fatto che Paolo V, la cui salute di ferro sinora aveva resistito a tutti gli strapazzi,5 vedesse improvvisamente svanire le sue forze ora, al punto culminante del suo pontificato. Alla fine del 1620 gli incomodi dell’età divennero sensibili in lui, che era entrato nel 69° anno.3 Tuttavia egli 1 * Epist. XV-XVI 275. Ivi 273 anche un * Breve di encomio, dello stesso giorno, al Buquoy per la parte da lui avuta nella vittoria (Archivio segreto pontificio). Quanto a Paolo V stesse a cuore la prosperità dell’imperatore, appare dalla * relazione del Savelli in data 9 gennaio 1621, Archivio di Stato di Vienna. 2 Vedi Hurter IX 157; Schnitzer 160-161. Il cardinale Bellarmino aveva scritto già nel settembre 1620 a Massimiliano circa il ritorno dell’Elettore di Sassonia alla Chiesa, per il quale avrebbe avuto collaboratore P. Domenico di Gesù e Maria; vedi Beli.armini Epist. famil., Romae 1650, 384, 386. 3 II passo relativo dell’* Istruzione per il Carafa del 12 aprile 1621( B i -blioteca Corsini in Roma 38 A 11) è stato pubblicato per primo dal Ranke (III * App. n. 96). 4 Allora i Francescani furono ricondotti a Kreuznach, ove si adoperarono con molto successo per la restaurazione cattolica; vedi Pastor bonus XV 367 s. 6 * « Il cui corso d’anni fu così felice che non hebbe mai un dolor di testa o altro male che gli facesse tralasciare funtione alcuna, dice il cardinale Orsini nella sua relazione [Conclave per la morte di Paolo V] », Barb. 4676 p. 1, Biblioteca Vaticana. 6 Secondo il Nicoletti (* Vita d’Urbano Vili, I 539, Biblioteca Vaticana), Paolo V fu colto da cancrena senile. L’asserzione del Ranke (II 6 296), fatta senza nessuna indicazione di fonte, che Paolo V fosse colpito da un attacco apoplettico nella processione di giubilo per la battaglia della Montagna Bianca, fu già ribattuta dal Gròne (II 390) colla testimonianza del bene informato Bzovio (c. 57). Tuttavia essa venne ripetuta molte volte, anche dallo Schnitzer (161). Negli * Avvisi e nelle altre fonti essa non trova alcuna conferma. Negli * Acta consist. è detto, annunciando la morte di Paolo V avvenuta al Quirinale il 28 gennaio 1621: « Qui ante exitum superioris anni vexari morbo ceperat, cum illum videretur negligere et functionibus