Esercizi di Pietà in Roma. 197 Cinque anni prima il cappuccino Fedele da San Gennaro aveva tenuto in Roma con successo straordinario le prediche quaresimali insieme con le Quarant’Ore in S. Lorenzo in Damaso. Nel 1614 Giacinto da Casale predicò nella stessa chiesa. Queste prediche produssero numerose conversioni e fondazioni pie.1 Un esempio luminoso della fioritura di pietà nella Città Eterna venne fornito dall ’Oratorio della comunione generale, fondato nel 1609 dal gesuita Pietro Gravita e favorito da Paolo V.2 Per distogliere il popolo dagli spassi carnevaleschi, che si svolgevano in prossimità dell’Oratorio sul Corso, fu introdotto colà il costume già diffuso altrove, per esempio a Milano, dai Cappuccini, di trasformare il coro della chiesa, mediante architetture dipinte e rappresentazioni figurate, in un vero e proprio Teatro Sacro, nel cui mezzo veniva esposto, circondato da centinaia di lumi, il Santissimo Sacramento.3 Paolo V accrebbe alla confraternita del Sacramento esistente in S. Pietro le indulgenze per il triduo eucaristico che questa associazione, una delle prime, teneva durante il carri "vale.4 4. Straordinariamente vasta e proficua fu l’attività di Paolo Y s< ! campo degli Ordini religiosi. Gli furono quivi particolarmente a cuore la scelta di buoni superiori e il mantenimento della di-sciplina.® Un’ordinanza pontificia del 4 dicembre 1605 inculcò 1 Vedi De Santi 279 ss. 282 ss. 2 \ edi Memmi, Notizie stor. dell'Oratorio della SS. Comunione generale, homa 1730, e L. Ponzileone, Della comunione generale detta volgarmente del (’invita, Roma 1822. Sopra la propaganda a prò del costume della comunione generale mensile da parte di Paolo V vedi Synopsis II 268, 275; Duhr II 2, 49. 3 Vedi De Santi 288 ss., ove sono anche parecchie illustrazioni di questi 1 ( atri sacri », spesso disegnati da artisti notevoli, come il Bernini e il Pozzo, e che oggi l’autorità ecclesiastica difficilmente ammetterebbe; cfr. Tacchi venturi, Vita relig. I 206 n. 1. 4 Vedi De Santi loc. cit. 1 \ edi Bzovius, Vita Pauli V c. 23, i cui dati trovano conferma in numerosi documenti. Un buon numero di questi sono pubblicati in Bull. XI 437 s., 457 s;, 510 S.; XII 202 s., 263 s., 289 s., 314 s., 377 s„ 450 s., 470 s. Riguardo ® *'■ riforma dei Celestini vedi Studien aus dem Benediktinerorden XII 70. Nelle -pistolae Pauli V si trovano molti documenti su questo tema; rileviamo: 394: * Chrysostomo abbati Montis sancti O. S. B. (loda la sua attività; e£!i deve esortare i monaci, « ut veluti luminaria in domo Domini accensa "luotidie magis bonorum operum splendore fulgere studeant »), in data 1605 ' 1('('mbre 24; III 555: * Duci Ascalonae, Siciliae proregi (loda il suo zelo contro monaci cattivi), dat. 1608 maggio 23; XV 393: * A. de Wignacourt, 1()spit. S. Ioannis Hierusal. magno magistro (deve procedere contro « abusus et Sl andala » nell’Ordine), dat. 1618 luglio 17. Archivio segreto pon-