Morte di Rodolfo II. 543 esercito. TI 24 marzo 1611 egli fece il suo ingresso solenne in Praga, il 23 maggio ricevette la corona di Boemia, a cui l’imperatore senza difesa dovette rinunziare. Ancora una volta quest’uomo oltraggiato mortalmente sperò di riguadagnare quel che aveva perduto. Per rovesciare il fratello egli voleva intendersi col peggiore nemico della sua casa, l’Unione protestante. La sua morte avvenuta il 20 gennaio 1612, gli risparmiò ulteriori umilianti delusioni.1 Paolo Y aveva seguito con grande preoccupazione e « amarezza infinita » il nuovo scoppio della lite fraterna. Vanamente egli aveva cercato, « per calmare la tempesta », d’indurre così Rodolfo II come gli arciduchi Mattia e Leopoldo a un compromesso pacifico. L’imperatore malato di mente vaneggiava, che il papa fosse il suo nemico peggiore. In realtà Paolo V si era adoperato onestamente per un compromesso, e quando la caduta dell’infelice monarca era divenuta inevitabile, aveva cercato per mezzo dei nunzi Saivago e De Marra di addolcirne la sorte.2 Saputa la notizia della morte di Rodolfo, egli ricordò l’estinto con ogni onore nel concistoro del 6 febbraio 1612.3 Essendo giunta contemporaneamente la notizia che l’imperatore si era confessato prima di morire, gli furono fatte il giorno dopo nella Sistina le esequie usuali, a cui Paolo V assistette. Ma poi il pontefice apprese con dolore che Rodolfo aveva ricusato di confessarsi ed era morto impenitente. In seguito a ciò fu prescritto al nunzio di Praga di tener secreta quanto più fosse possibile l’impenitenza del monarca malato di mente. La custodia del segreto riuscì cosi bene che solo l’indagine contemporanea ha messo in luce il vero stato delle cose.4 Colla morte di Rodolfo II tornò ad aversi, per la prima volta dopo cento anni, in Germania la condizione pericolosa di un interregno,5 durante il quale i Principi elettori protestanti del Palati- 1 Vedi Gindely loc. cit. II 164 s„ 195 s., 279 8., 291 s., 310 s., 326 s. 2 Cfr. Mayr IX 99, 208 s., 308; Gindely II 196; Bòhm. Landtagsverhandl. XV 73, 84, 226 s., 228, 490, 545, 614 s., 635, 706, 751, 755 s., 757 s. Sul gran valore delle relazioni di nunziatura di quest’anno per la storia della Boemia vedi Nowak nelle Mitteil. des bòhm. Landesarchivs I. 3 Vedi * Acta consist., Barb. 2926, Biblioteca Vaticana. 4 Vedi la lettera del card. Borghese al nunzio di Praga, in data Roma 1612 febbraio 11, pubblicata dalle Nunziat. div. 8 p. 463h s., per opera del Turba neM'Archiv f. osterr. Gesch. LXXXVI (1899) 357 n. 1. Al Ciiroust (X 243 s.), nel discutere la questione se l’imperatore si sia confessato, è sfuggita questa testimonianza decisiva; essa basta per decidere anche senza le relazioni della nunziatura di Praga degli ultimi mesi di Rodolfo, sin qui non rinvenute. Cfr. ora anche la testimonianza dell’inviato mantovano in Luzio, L'Archivio Gonzaga II 97. Sulle solenni esequie nella Sistina vedi l'Avviso dell’8 febbraio 1612, Biblioteca Vaticana; su quelle in S. Maria dell’Anima vedi Schmidlin 451, su quelle nel Campo Santo De Waal, Campo Santo 165 s. 5 Cfr. la * relazione del Mander in Borghese I 28 p. 44>>, Archivio segreto pontificio.