630 Paolo V. 1605-1621. Capitolo XII. Reni, a sinistra, mostra l’andata del santo al tribunale, con un bello sfondo di paesaggio. È un nobile dipinto, di gran profondità di sentimento. Estremamente commovente è la figura del santo, un vegliardo, che, circondato dai carnefici, cade in ginocchio, ringraziando Dio per averlo fatto degno del martirio, dopoché ha visto sopra un monte la croce, su cui deve morire.1 Ambedue gli affreschi sono, purtroppo, fortemente ridipinti. Quasi distrutto è nell’abside della cappella di S. Silvia il colore del grazioso Concerto d’angeli, sulla cui gioia festosa il Padre Eterno, benedicente dall’alto, stende le braccia. Questa esaltazione di musica ecclesiastica, in cui alita lo spirito e la bellezza di Melozzo da Forlì fu dipinta da Guido nel 1609 ugualmente su incarico del cardinale Scipione.2 A questo principe della Chiesa intelligente d’arte sono dovuti pure i soffitti delle tre cappelle, semplici e belli. Come qui, il nome di Scipione Borghese appare ripetutamente anche in S. Sebastiano fuori le Mura. Il restauro della basilica divenuta pericolante fu affidato dal cardinale a Flaminio Ponzio, e dopo la morte di questo a Jan van Santen. Questi dettero alla chiesa un aspetto completamente modernizzato; disgraziatamente molte preziose antichità andarono distrutte nei lavori.3 Lo stesso accadde nel restauro, intrapreso dal cardinale Millini nel 1620, dell’antichissima chiesa dei Santi Quattro Coronati sul Celio.4 Il cardinale Torres restaurò S. Pancrazio fuori della porta omonima,5 il cardinale Serra, S. Giorgio in Velabro,6 il cardinale Lan-cellotti, S. Simeone.7 1 Vedi Philippi, Kunst der Nachbliite in Italien und Spanien, Lipsia 1900, 74; Bòhn, G. Beni 56; Schmerber, Ital. Malerei (1906) 12; Friedlandek, N. Poussin (1914) 18; Serba, Domenichino 26 ss.; Voss, Malerei 193, 507. Esattamente osserva il Sauer nella Kunstgesch. del Kraus II 2, 790: « In confronto alla rappresentazione parallela del Domenichino, che si distingue per struttura ritmica, maggiore chiarezza, altissima bellezza di figure, l'affresco del Reni mostra una caratterizzazione più fine e più significativa ed un sentimento squisito per motivi paesistici ». __ 2 Vedi Forcella II 124; Bòhn, G. Beni 13, 56; Muñoz loc. cit. 269 ss., 283; Moschini, S. Gregorio al Celio, Roma [s. a.], 12. 3 Vedi Paglione 135, 175 (cfr. 115 su i lavori del Cordier); Forcella XII 151 s.; Katholik 1915, fase. 15, pp. 299-304; Civ. Catt. 1919, III 146 ss. I lavori promossi da Scipione Borghese in S. Paolo fuori le Mura furono visitati da Paolo V nell’ aprile 1608; vedi Orbaan, Documenti 100; cfr. Totti 11’-Scipione Borghese fece anche dipingere l’abside principale di S. Domenico presso Sora. 4 Cfr. Forcella Vili 292; Memmoli, Vita, chiesa e reliquie dei SS. Quat tro Coronati, Roma 1628, e Vita del card. Millini, Roma 1644; Muñoz, Il restauro della chiesa dei SS. Quattro Coronati, Roma 1914, 52 ss., 77 ss. 6 Vedi Orbaan, Documenti 79, Forcella VI, 371, 383. 6 Vedi Forcella XI, 385. 7 Vedi Totti 252.