a88 di netto gli soffocava, ed abbatteva al suolo stordito un toro non con altra arme che col suo pugno, questa storia passò finora tra la gente per •una fanfaluca, e se ne fecero le fischiate al povero Marco Tullio, che se l’avea bevuta. Ma viva il ciclo, che non sarà oggi chi più la metta in quistione: un nuovo Milone, un Massimino, anzi un Ercole, un Polifemo, o qual altra più indiavolata forza fu mai, è ora comparsa fra noi, noi l’abbiamo veduta cogli occhi nostri, c ne disgradiamo il Fracassa e il Tempesta del Ricciardetto. E questi Paolo Malhwet, di nazione francese, che lunedì sera si mostrò sulle scene del teatro di san Benedetto. La forza di quest’ uomo singolare, che pure di molto non avanza i cinque piedi di altezza, è imponente. Chi non l’avesse veduta, male se ne potrebbe formare una idea, e quasi sarebbe da non credere agli occhi proprii. Non dubitiamo per nulla d’affermare, che nessun altr’ uomo ul mondo ha mai fatto altrettanto. Il Matli-wrt è unico nel suo genere, nè va confuso con la turba degli altri giocolieri di simil fatta. Nuovi e non più veduti sono i suoi esercizii, e non clic eseguirli nessun altro vivente avrebbe saputo idearli. Le straordinarie ed erculee sue prove sono oltre ciò accompagnate da tanta grazia, facilità, compostezza, che quasi non sembrano, che