IV. Sviluppi della dottrina di Monroe, ecc. 87 dai fondatori della Confederazione, sviluppando a profitto proprio quella politica di imperialismo che avevano con successo combattuta nelle grandi Potenze europee. Nel trattamento delle popolazioni considerate inferiori la condotta degli Stati fu, come è attualmente, quella delle popolazioni bianche dell’Africa del sud, diversa e peggiore di quella dell’Inghilterra. Questa, specialmente nella parte settentrionale delle sue Colonie americane, avea trattato le tribù indigene come enti collettivi aventi una personalità di diritto pubblico; e tanto Guglielmo Penn nella Colonia che ebbe il suo nome, quanto i fondatori del Maryland e quelli della Georgia e del Kentucky stipularono Convenzioni coi capi indigeni per indurli a rinunciare mediante un compenso ad una parte del proprio territorio, ritirandosi in una riserva abbastanza vasta per potervi continuare, senza deficienza dei mezzi di sussistenza, la propria vita nomade di caccia e di pesca, abituandosi a poco a poco alla vita sedentaria ed alla regolare coltura del suolo. Nel primo periodo successivo al riconoscimento della loro indipendenza, fra il 1802 e il 184(5, gli Stati Uniti, preoccupati della necessità di sviluppare il territorio interno verso occidente, vollero ripetuta-mente limitare i diritti già riconosciuti agli indigeni trasportandoli, in Oklaoina ed altrove, in riserve più o meno lontane dalle loro sedi originarie. Allora i sàngoli Stati cominciarono ad adottare leggi di espropriazione che erano violazioni degli impegni solenni assunti mediante le rispettive convenzioni colle popolazioni indigene. Le tribù indiane ricorsero alla Corte Suprema la quale di-