4« Da Washington a Wilson zione ; Washington, come poi Abramo Lincoln, fu educato alla grandezza dall’aumento progressivo delle responsabilità e dall’esperimento, nella cura di ogni elemento dei suoi compiti, dei modi migliori per conseguire il successo nell’affrontarli. Egli fu fra i rappresentanti nella Camera della sua Colonia che si occupava soltanto degli affari locali e nella quale parlò raramente e soltanto per fare qualche motivazione di voto ; e fu presente alla seduta del 29 maggio 1765 quando Patrick Henry presentò la sua mozione contro la legge sul bollo. In una lettera del 5 aprile 1769 al suo vicino George Mason che gli comunicava le risoluzioni di Filadelfia contro le importazioni, egli esprimeva la sua approvazione per la resistenza pacifica, pur ammettendo come ultimo mezzo la necessità, dopo l’eventuale insuccesso di quella, di resistere colla forza. Nel maggio di quell’anno, quando la Camera dei rappresentanti della Colonia fu sciolta, egli è stato fra quei deputati che si riunirono, nonostante il decreto di dissoluzione, alla Raleigh Tavern e vi adottarono un patto di non importazione che poi, non osservato da una parte dei deputati che lo avevano approvato, fu però da lui rispettato scrupolosamente. Votò nella Assemblea contro il Governatore I Minmore e si oppose anche alla proposta di petizione da indirizzare al Re od al Parlamento. Il 5 agosto 1774 la Convenzione della Virginia elesse sette delegati al primo Congresso continen tale che si riunì a Filadelfia il 5 settembre. Washington fu uno degli eletti e così l’attività sua fu trasportata dalla vita particolare della sua Colonia a quella della Nazione che stava per affermarsi po-