RODI DEI CAVALIERI 73 d’argento, di imprese e divise, di cani e di cavalli e di falconi, di ogni maniera di gentilezza nell’ospitalità e nella vita. Dell’aspetto di tale Città e dei suoi Cavalieri nell’epoca più gloriosa della loro storia abbiamo il più suggestivo documento grafico negli affreschi di Siena, dove nelle figure della cappella di San Giovanni, ritratti di un Aringhieri, il Pin-turicchio ci mostra il costume di guerra e quello di pace dei Cavalieri, l’aspetto contemporaneo delle mura d’Italia, il paesaggio vegetale e marino dell’isola di cui i fiorentini avevano fatto un c paradiso » di giardini, quando Bartolomeo dei Sonetti e Cristoforo Buondelmonte inghirlandavano di ingenue rime descrittive la bella italianità del mar di Levante. Estremamente interessante e pittoresco nella vita cavalleresca di Rodi è il momento in cui l’isola ospita il principe musulmano Diem detto comunemente in occidente Zizim, fratello del sultano Bajazet, col quale si trovava in disaccordo. Questo principe, temendo trame del fratello ai suoi danni, e avendo più fede in un nemico giurato ma franco che nei falsi amici, chiese salvocondotto ed ospitalità al Gran Maestro dei Cavalieri ; e a Rodi fu ricevuto con tutti gli onori dovuti al suo grado e meritati dalla sua prova di fiducia. Stette tranquillo a Rodi