276 dici, come persone, appartenessero alla classe tribunizia ; nessun documento autorizza ad ammettere o a respingere l’ipotesi. I documenti autorizzano solo a negare la continuità del tribuno, non come persona, ma come istituto nel giudice, quasi che questo fosse diretta e immediata derivazione da quello. Il tribunato sparì non per processo di assorbimento in altre magistrature, che da esso ripetessero la paternità, ma per estinzione : giudici e gastaldi nacquero e crebbero siccome istituti nuovi dello sviluppo costituzionale. 3. — All’impulso riformatore dello stato non poteva sottrarsi la vita ecclesiastica. Superato lo scoglio più pericoloso del dibattito gradense, la legittimità della sede metropolitana, ricondotta la funzione del patriarcato nell’ambito della vita lagunare, la chiesa veneziana ricadeva in problemi più complessi. Nell’ordinamento interno non aveva raggiunto un organico assetto. Due sedi episcopali, quella metropolitana di Grado e quella vescovile di Olivolo. In quali condizioni si trovavano le chiese delle altre isole agli effetti giurisdizionali ? Se l’esercizio della giurisdizione metropolitana sopra di esse è fuori discussione, non è altrettanto pacifico quello episcopale, perchè è definita la figura dei presunti titoli. (1) Non si può escludere che qualche titolo nuovo sia stato istituito anche prima dell’avvento del duca Orso, nel lasso di tempo che intercorre tra l'853 (testamento di Orso) e la morte del duca Pietro. Alla repressione della congiura dell’ 864 partecipa il vescovo di Equilo, Pietro, (Iohan. Diac., Chronicon cit., p. 118) : l’episcopato equilense era dunque istituito, ma non prima dell’853. Il completamento e la sistemazione delle giurisdizioni ecclesiastiche appartengono, credo, ai primi anni del governo di Orso, e forse coincidono con la successione del patriarca Pietro a Vitale, nei primi anni (forse dopo 1’ 870) di Orso. La successione non fu pacifica, e forti dissensi costrinsero il neo-eletto, avanti la consacrazione, a esulare una prima volta (Iohan. Diac., Cronicon cit., p. 121). L’iniziale latente disaccordo scoppiò manifesto al momento dell’elezione del vescovo torcellano Domenico, che come tale subentrava al titolare altinate alla morte di Senatore (ivi, p. 119). La chiesa altinate era stata pochi anni prima turbata dall’uccisione del vescovo Teodato, punita dal duca Orso con la pena capitale degli autori, lungo il Sile, in terraferma, e in Torcettenai lacuna (ivi, p. 118). Questo stato di irrequietudine decise forse il trasferimento.