540 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo 9. non si poteva procedere con severità perchè altrimenti essi se ne sarebbero andati fuori dello Stato e sarebbe privato della messa tutto il territorio. La sua cura egli la doveva dedicare alla formazione di giovani e di integri sacerdoti. Non appena fosse a sua disposizione o l’uno o l’altro di questi egli lo metterebbe al nosto di un sacerdote indegno. Elgard non si azzardò di contradirlo anzi egli era ora di opinione,1 che il vescovo Giulio per zelo eccessivo accarezzasse troppi progetti, cosicché l’uno ostacolasse l’altro ;2 che, vista la sua età giovanile e l’aver cominciato da poco a governare, convenisse dire, che egli aveva adempiuto con perseveranza e con risolutezza il suo dovere di vescovo.3 Anche Portia nel 1577 si esprime riconoscendo il zelo del vescovo.4 Del resto forti ostacoli gli legavano ovunque le mani. Giulio si lamentava con il cardinale Madruzzo nella dieta di Ratisbona, che i patroni in più di 300 parrocchie non gli permettevano che i parroci da loro presentati sottostessero all’esame voluto dalla Chiesa. Per avere di fronte a questi patroni un appoggio, potrebbe il papa lamentarsi con il vescovo stesso in un Breve, chè non si fosse opposto con energia: e ciò di fatto avvenne.5 Se il vescovo Giulio si attendeva condizioni migliori per la Chiesa, solo dalla scuola e dalla crescente gioventù poteva anche essere confermato in questa opinione, particolarmente dall’ esperienza del suo predecessore. Federico von Wirsberg era stato un zelante pastore della Chiesa. Predicava da sè ed amministrava i sacramenti. Dopo la sua presa di possesso emanò una serie di disposizioni contro i protestanti. In determinati giorni della settimana fu letto pubblicamente al clero il concilio di Trento e più tardi questa lettura fu ripetuta ancor;: una volta. L’alto clero come i superiori religiosi dovettero nel 156!) enn tere il giuramento sulla forinola di fede Tridentina e domandare alti' Mito dai loro subalterni.6 Ma nonostante tutto questo vide lo stesso vescovo che la rinnovazione ecclesiastica faceva poco progresso. Spesso nella notte il pio vegliardo si levava a pregare, perchè Iddio stesso suscitasse alla diocesi un successore più energico.7 Per quanto riguarda l’educazione giovanile, Federico von Wirsberg aveva già egregiamente preparato il terreno a questo successore. Il suo primo tentativo di un istituto superiore di col- 1 A Galli il 24 novembre 1575, presso iScmvAitz loc. cit. 329. 2 « Tarn multa fervore quodam proponit, ut metuam, ne seipsuni mnltitu dine nimia confundat et impediat». Xbid. 3 « Ego ipsi plurlmum confido in Domino. Nani pro ea aetate et u» 1 administrationis suae eonstanrer et fortlter officium episcopale praestitit ■ ' moriale del luglio 1576, in ¡SOhwarz loc. cit. 355. 4 Loc. cit. 37 s. 5 Nuntiaturberichte II, 498, 512. e Geoit I, 386. Wegele in Allo. Deutschen Biogr. Vili, 60 s. i Gropp I, 388. '