584 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo 9. lestare » l’imperatore, non era venuto a Ratisbona e intanto egli aveva ingiunto ai suoi consiglieri di non lasciar fallire le altre trattative a causa della dichiarazione. Se egli «tien duro e non cede facilmente» così Alberto incoraggiava l’imperatore, «anche coloro che protestavano » lascerebbero le cose come stanno ; se si cede invece a loro un dito, tosto essi vorrebbero tutta la mano.1 Augusto scrisse ai suoi rappresentanti a Ratisbona che non dovevano lasciarsi indurre sotto qualsiasi pretesto alle minaccie di rifiutare gli aiuti contro i turchi. E se si trattasse pure di togliere la pace di religione, domanda lui « dovrebbero per questo gli Stati non aiutare la maestà imperiale contro i Turchi, e lasciar che avvenga che sia ingoiato l’un dopo l’altro, finché essi in conclusione periscano tutti assieme?» oltre ciò sarebbe una maniera strana di resistenza dire : « io non voglio aiutare la suprema autorità, voglio lasciare andare l’impero in frantumi e farmi divorare 10 stesso dai Turchi, purché si faccia questo e questo».2 Del resto naturalmente Augusto evitò di piegare troppo apertamente dalPuna 0 dall’altra parte : le istruzioni per i suoi consiglieri a Ratisbona certo sono volutamente poco chiare.3 Nonostante l’impegno dell’Elettore di Sassonia, Morone restò in un continuo timore a causa dell’instabilità dell’imperatore1 e 1 cattolici ritennero necessario di cercare potenti protettori presso l’esitante imperatore. Indirettamente per mezzo dell’inviato di Spagna cattolico zelante6 e del re Filippo0 si rivolsero all'arciduca Ferdinando del Tirolo. Non appena fu giunta in Ratisbona la notizia di Alberto V sul pensiero dell’Elettore di Sassonia, tosto 11 giorno seguente Ferdinando e l’Arcivescovo di Salisburgo si recarono dall’imperatore e di essi particolarmente Ferdinando parlò molto risoluto alla coscienza di lui.7 II 13 agosto si presentò a Massimiliano pure Alberto V di Baviera, che da Morone era stato pregato della sua visita, e ricevette dall’imperatore l’espressa assicurazione che ai protestanti non potevano venire accordate le loro domande a qualsiasi costo.8 La stessa assicurazione egli ri~ 1 Moritz 323-327. 2 Moritz 353. a Ibid. 348-355. 4 A Galli il 9 agosto 1576, Nuntiaturberichte II. 115. 5 Moritz 273. Cfr. le relazioni dell’ambasciatore in Bibl nell’Archir fiir òsterr. Gesch. CVI (1918), 416 ss. « Nuntiaturberichte II, 116. ? Moritz 345 ss., 347. 8 Ibid. 337. In antecedenza il duca aveva fatto indagare l'animo dell imperatore per mezzo del suo cancelliere Elsenheimer. Già di fronte a questi Massimiliano si era espresso che i protestanti si comportavano con i cattolici come il lupo della favola, che incolpava la pecora di aver intorbidata l'acqua.