32 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo I. questi si faceva annunziare il cardinale Galli, segretario di Stato per gli affari più importanti. Quasi ogni giorno erano ricevuti pure il governatore ed il tesoriere. Dopo queste udienze ordinarie, seguivano quelle dei cardinali, degli inviati e degli altri membri della corte. Quindi il papa si ritirava, per recitare nella sua cappella compieta, matutino ed il rosario, dopo di che egli nell’ora di cena esaminava ancora altri atti importanti. Così faceva Gregorio XIII nell’inverno. Nell’estate egli usufruiva delle ore precedenti alla cena per fare una passeggiata nelle loggie o nel giardino. La cena era ancor più semplice che il pranzo. Essa consisteva solo nell’insalata, uccelli arrosto e una pera cotta. Dopo veniva tenuta udienza, quantunque solo nei casi eccezionali, poiché il papa utilizzava le tarde ore della sera per scorrere gli atti, particolarmente le domande su le quali egli tosto annotava la risposta. Contenevano quelle lamenti contro gl’impiegati? allora venivano consegnate per le informazioni dovute. La spedizione delle istanze l’ebbe dapprima Alessandro Musotti, più tardi il maestro di camera Ludovico Bianchetti.1 Entrambi erano bolognesi.2 La servitù la limitò Gregorio al solo necessario, poiché egli era nemico giurato di ogni sfarzo.3 Naturalmente non volle saper nulla di buffoni, come ne aveva assoldati anche Giulio III.4 Gregorio s’attenne rigorosamente al suo orario giornaliero ; un cambiamento aveva luogo solo nei giorni nei quali il papa usciva o doveva compiere speciali atti del suo ufficio, come quando egli doveva intervenire alle funzioni prescritte dal cerimoniale, nei concistori, nelle sedute della Segnatura di grazia, dell’ Inquisizione e delle altre Congregazioni. Anche a questa parte dell’adem-pimento della propria missione accudiva egli con un zelo indefesso e con somma coscienziosità. Galli attesta, che il papa, durante i tredici anni del suo pontificato, mancò una sola volta alle funzioni religiose.5 Con grande assiduità egli assisteva anche ai discorsi 1 Su Musotti v. App. n. 76-80 ; su Bianchetti ibid. n. 14 la * relazione del 1574, Biblioteca Corsini in Roma. Ofr. P. Tiepolo 222. 2 Del resto Gregorio attirò molti bolognesi in Roma ; v. una * nota posteriore su la corte romana nell’Arelùvio Lichtenstein in Vienna. I romani si lamentavano anche nel 1621 su l’orgoglio e l’ambizione dei bolognesi ivi chiamati da Gregorio XIII ; v. * Discorsi dei cardinali papali nella sede vacante di-Paolo V, nel Ood. C. 20 dell’Arcliivio Boncompagni in Roma. Gregorio XIII parlava volentieri il dialetto bolognese ; v. la * relazione di B. Pia del 17 maggio 1572, Archivio Gonzaga in Mantova ; cfr. anche Montaigne I, 224. 3 Vedi le ‘Memorie di Galli (Archivio Boncompagni in Roma) in App. nn. 71-75; cfr. ibidem nn. 31-41 la lode di Mucantio nell'anno 1570. Archivio segreto pontificio, * Vedi le * Note di Speciani (Archivio Boncompagni in Roma). e ATedi le »Memorie di Galli (Archivio Boncompagni in Roma), in App. nn. 71-75 ; cfr. ibid. nn. 31-41 le informazioni di Mucantius * Diarmm 15S0-1581, Archivio segreto pontificio.