406 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo 8. progetti. Autorizzato ad ampie concessioni politiche, egli sperava di poter presto sedare i torbidi dei Paesi Bassi, e quindi condurr; la sua armata ad un ardito colpo di mano al di là della Manica, liberare Maria Stuarda, deporre Elisabetta, ed assieme alla regina di Scozia salire il trono d’Inghilterra.1 II suo carattere passionale lo rendeva assolutamente inadatto al suo compito. Non gli dovava riuscire di guadagnarsi simpatie nei Paesi Bassi. Orange si sforzò fin da principio di opporsi all’Asburgo, il quale dapprima dovette lottare per esser riconosciuto come governatore. Ciononostante dopo mesi di trattative fu concluso il 12 febbraio 1577 il così detto Editto perpetuo. Questo confermava la pace di Gand e approvava il ritiro delle truppe spagnuole, mentre al contrario gli Stati generali si obbligavano di riconoscere l’autorità regia e da per tutto quindi, anche nell’Olanda e nella Zelanda, mantenere la religione cattolica.2 Questo trattato approvato subito da Filippo II, che trovavasi in intimo contrasto con la pace di Gand, fu per l’Orange e per i Calvinisti un grave colpo. La notizia della sua conclusione, che giunse in Roma alla metà di marzo, vi suscitò la più grande gioia.3 Un mese prima il papa aveva inviato nei Paesi Bassi un nunzio speciale nella persona di Filippo Sega con l’incarico di appoggiare i tentativi di pace di don Giovanni, di difendere gl’ interessi cattolici nella sistemazione delle questioni, e quindi di favorire l’intrapresa contro l’Inghilterra, per la quale venne dato un assegno bancario di 50.000 ducati d’oro.4 Allorché Sega giunse nei Paesi Bassi trovò una parte della sua missione, quella che riguardava gl’interessi dei cattolici, già adempiuta con l’Editto perpetuo; non potè però sfuggire a lui quanto diffìcile fosse la condizione di don Giovanni, poiché Orange faceva di tutto per riaprire la ferita, che appunto si voleva rimarginare. Sega appoggiò don Giovanni col consiglio e con l’azione. In vista della strettezza di danaro del nuovo governatore, egli non ebbe alcuna esitazione di consegnargli l’assegno di 50.000 scudi, che era de- 1 Vedi Havemann, Don Juan 186 s., 194 s. ; Kbetzschmar 47 s. ; cfr. IIuv-bers, Don Juan van Oostenrijk, landvoogt der Nederlanden, 2 voi. Amsterdam 1915. 2 Vedi Holzwaktii II, 2, 362 s. : Blok III, 218 s., 224; Pirenne IV, l-l,: Hubert 36. 3 Vedi la * relazione di Odescalchi in data di Roma 16 Marzo 1577. Archivio Gonzaga in Mantova. Cfr. anche i Brevi presso Theiner II, 334*. 4 Vedi Maffei I 261 s. ; Hahsen, Vuntiaturberichte I, 309 ; Kretzschm 'R 50 s. Il breve dell’ll febbraio 1577 a don Giovanni, riguardante la missione >1' Sega, presso Theiner II. 333. Il breve credenziale di Sega, ugualmente del-l’il febbraio 1577 presso Piot, Con-esp. de Ora livelle VI, 205 nota. Lo sto'" giorno Gregorio comunicò ai cardinali la nomina di Sega ; v. Acta consixt. A i chivio concistoriale del Vaticano. Sega doveva trattare ancia-' con Orange; v. Theiner II, 335.