Portia e il vescovo ài Strasburgo Giovanni von Manderscheid. 503 levare il suo clero, sul cui decadimento nella cultura e nei costumi egli non si espresse differentemente dalla pubblica opi^ nione.1 Per un seminario, così espose il vescovo ausiliare Giovanni Delfio" il giorno seguente, mancano i professori; Portia potrebbe venire in aiuto a questo riguardo. La mancanza di sacerdoti ostacola un risoluto intervento contro il concubinato; i preti espulsi verrebbero accolti a braccia aperte dai protestanti, nè potrebbero venire sostituiti. Concedere le parrocchie solo dietro concorso, sarebbe di nuovo impossibile a causa della deficenza di preti e perchè il loro conferimento spetta ai patroni secolari.3 Sul punto, che nella città di Strasburgo sul momento non si potesse ottenere parità di diritto fra cattolici e protestanti, sembrò che Portia convenisse con l’esposto del vescovo ausiliare. Anche sul mezzo estremo di una imposizione imperiale a Strasburgo non era da contarci, poiché ivi non si teneva più conto di un comando dell’imperatore.4 Con tanta maggiore energia accentuò il nunzio che il vescovo, almeno nel territorio su cui egli aveva pure l’autorità civile, dovesse opporsi al penetrare della nuova religione; di fatto Giovanni promise su ciò la massima risolutezza. Nella molto minacciata Schlett-stadt, durante il suo giro, aveva egli ottenuto dal Consiglio la promessa di restar fedeli all’antica fede. A Oberehnheim egli aveva messo un bravo predicatore, e altrettanto voleva fare a Schlettstadt ; del resto ivi vi era un bravo parroco, il quale veniva molto stimato dai consiglieri più anziani. La sorte di ambedue le città dipendeva dal modo in cui si svolgerebbero le condizioni religiose a Colmar. La pubblicazione del concilio di Trento anche sotto il suo predecessore si era mostrata impossibile.5 Già nel 1570 e di nuovo nel 1573 l’arciduca Ferdinando aveva esortato il vescovo a visitare la sua diocesi,6 ma ambedue le volte senza risultato, sebbene un breve pontificio, avesse messo a sua disposizione tutte le facoltà necessarie.T Giovanni von Manderscheid si contentò di procurarsi la conoscenza delle condizioni della sua diocesi, e particolarmente dello stato del clero, per mezzo del suo fiscale.* Portia espose ora che tali provvedimenti non bastavano, che 1 Vuntiaturberiehte V, 346. Ofr. Hahn, Die kirchlichen Reformbestrebungen des Strassburger Bischofs Johann von Manderscheid 58. 2 Su lui Postina nel Festgabe für Hermann (trauert, Freiburg 1910. •Vuntiatiirberichte V, 347-350. 4 Ibid. 351 s. 5 Ibid. 352 s. G K. Hahn nella Zeitschrift für die Gesch. des Oberrheins X. F. XXVI <19U), 200 s., 208 s.'Nel 18 febbraio 1578 Ferdinando pregò il papa di fondare dei seminari a Costanza, Basilea, Strasburgo e Besanzone. Th ein er II. 367. ‘ Il 30 marzo ¡1574, iin Hahn loc. cit. 211, n. 5. * Ibid. 207. Nuntiat urberiehte V, 347.