Trionfo della restaurazione cattolica in Polonia. 677 Ionia. Accanto ai Luterani, ai Calvinisti ed ai Greci scismatici quivi da lungo tempo numerosi, presentava questa nazione un variopinto miscuglio delle più diverse sette: Zwingliani, Fratelli Poemi, Nuovi Ariani, Anabattisti, Antitrinitari ed infine si aggiun-i evano pure i Socinianl.1 Come alcune di queste sette già mettevano in dubbio le dottrine fondamentali del Cristianesimo, così anche non si mancava neppure di veri liberi pensatori, che rinunciavano a ogni domma, o tali, che ammettevano un comodo indif-■rentismo.2 II carattere dei Polacchi facile a muoversi e ad in-i:animarsi e i numerosi forestieri, Tedeschi come Italiani, che in ¡ referenza come mercanti si erano stanziati in tutta la nazione, portavano in giro le idee più varie e spesso le più radicali.3 Il principale appoggio del protestantesimo lo costituiva ognora aristocrazia, particolarmente la Schlachta, la piccola nobiltà ;iesana, che spesso costringeva i suoi servi contadini con multe frequentare le prediche dei novatori. Presso i magnati Polacchi influiva decisamente accanto ai motivi materiali anche il loro spirto d’indipendenza. «Il nostro Stato è libero», dicevano i Grandi; se il Re non ha nulla da comandarci, molto meno il Papa e i escovi ».* Ai protestanti di Polonia per mezzo della confederazione di Varsavia veniva lasciata mano libera. Contro questo accordo però, ome illegale, i cattolici dietro la guida dell’arcivescovo Uchanski li Gnesen, avevano protestato; anche l’unico vescovo, che in principio l’aveva riconosciuto, Krasinski di Cracovia, si era unito alla protesta;5 ma Bàthory dovette promettere il mantenimento della confederazione di Varsavia. Con scrupolosa coscienziosità egli vi si è attenuto durante tutti i suoi dieci anni di governo;8 ma del resto, cattolico per intima persuasione,7 egli assieme alla sua moglie Anna e al suo cancelliere Zamoiski, fece tutto quello che era 1 Cfr. Ru kowsky, Dzieje Reformacyi w Polsec, XI, 366; Trechsel, Die Protest. Antitrinitarier vor F. Cocinus, 2 vol., Heidelberg 1839, 1844; Freib. Kirchenlex. ~ I, 975 s., XI, 465 s. ; Fock, Der Socinianismus, Kiel 1847 ; Luokfiel nella Zeitsclir. der Hist. (Ics. für die Prov. Posen, 1802-5)3; Real-Ensykl. für protest. Theol. XVIII», 459 s. ; Morawsiìy, Arianie polsci, Lemberg 1900; Zitier I. 740 s., 764 s., 770. Su Lelio e Fausto Sozzini si attende una monografia <*a Ant. Mazzei, un dotto senese. 2 Sui deisti e liberi pensatori xìolacchi v. Meuczyny in PrzegUid Bistoryczny XII. Warschau 1911, 3 s. e v. Dttnin-Borkowski in Stimmen aus Maria-Laach 1-XXXV, 165 s. Sul neo-ariano Czechonic v. anche Brückner. Hó nomerei) polscy (i-ettarii polacchi), 239 ss. 3 Vedi Spannocchi, Relatione 244 s. Sugli Italiani cfr. la relazione di Bo-lognetti in Theiner III, 727 s. 4 Vedi iSpannocichi, Relatione 243. 5 Vedi ibid. 249. « Vedi Bei«;a, Sharga 190; Boratynski, Caligarii Epist. xlv. ' Boratynsky, Batory 243.