Elgard a Fulda. 553 nunzio Gropper, venne pure a Fulda. Già nel giugno dell’anno innanzi vi era stato, e i canonici durante la sua presenza avevano inviato ai nobili la loro lettera di separazione; per scusare il loro contegno sino allora, per mezzo del decano, allusero al pericolo della completa rovina che da parte dei protestanti minacciava il principato, e per questo essi avevano voluto trattenere l’abate da passi precipitati.1 Nella sua seconda venuta Elgard trattò più in particolare con l’abate e con il capitolo. Un impedimento principale della riforma stava nel fatto che in alcuni luoghi del principato non si sapeva a quale diocesi propriamente si appartenesse. Per questo l’abate aveva proposto al capitolo o d’incorporare l’intiero piccolo Stato ad una diocesi vicina o elevare Fulda a propria diocesi, ovvero mantenere le relazioni già esistenti, ma riformare totalmente le condizioni. Elgard stimò che sarebbe vantaggioso di conferire all’abate per il suo principato un’autorità simile a quella del vescovo.2 Lo si potrebbe nominare delegato pontificio a un dipresso por li o 7 anni, o altrimenti i vescovi di Magonza e di Wiirzburg dovrebbero stabilire un particolare ufficiale per Fulda con i necessari poteri.3 Nel restante raccomandò Elgard il terzo progetto di fare una riforma radicale di quanto esisteva. Per il capitolo, questo consisteva nel ritorno alla regola di san Benedetto, quanto al portare l’abito monastico a causa degli eretici si poteva prescindere. I canonici però su questo progetto non dettero ad Elgard risposta alcuna; essi dichiararono all’abate che entrando nell’Ordine avevano trovato l’attuale modo di vivere, e che a quello solo erano obbligati, dovendosi conservare le antiche abitudini.4 Elgard aveva tuttavia ottenuto pur questo, che i canonici cominciassero a vergognarsi della loro condotta; veri rimedi potevano venire solo da Roma. Quindi ora Elgard inviò là i suoi pareri. Prima di tutto egli esortò che non si dovesse abbandonare la speranza; poiché con la costante insistenza e con le ammonizioni si otterrà sempre qualche cosa. Q'iindi il papa dovrebbe indirizzare un breve ai canonici, ed eccitarli « i are essi stessi progetti di riforma.5 Elgard era stato condotto a questo consiglio dal pensiero occulto che per vergogna i canonici da sè avrebbero tosto tolto alcuni abusi solo per non doverli confessare a Roma.6 Inoltre raccomandò d’inviare un nunzio speciale a Fulda con maggiori facoltà: l’abate potrebbe fare echicare anche alcuni giovani nobili presso i lì ('suiti e nel Collegio Germanico. Qualora con questi fosse completato e rinnovato il capitolo, tutte le altre cose si arrenderanno da sè. 1 Gropper a Galli il 15 agosto 1574, presso Theiner I, 213. Elgard a Ma-'■ ruzzo il 31 luglio 1574, presso Schwakz, Gropper 171. 2 Elgard a Galli il 9 marzo 1575, presso Theiner II, 75. 3 Elgard a Galli il 19 ottobre 1575, presso Schwarz loc. eit. 326 s. 4 Theiister II, 76. 5 Ibid. 0 Gropper a Galli il 15 agosto 1574, ibid. I, 213.