432 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo 9. viera siccome colui, che per zelo verso la religione non aveva uguale in Germania.1 Il suo giudizio su l’importanza della Baviera fu giustificato dai fatti. L’esempio di Alberto V e di suo figlio istillò coraggio ai principi ecclesiastici a lui vicini; per mezzo della figlia di Alberto V, Maria, la moglie dell’arciduca Carlo di Stiria, presero zelo per la fede cattolica i principi di Austria; l’intervento della Baviera salvò nella guerra di Colonia i vescovadi del nord della Germania, e assicurò la conservazione dell’impero cattolici. Già ai tempi di Lutero, Guglielmo IV, il padre di Alberto V, aveva resistito a tutte le lusinghe perchè apostatasse dalla fede cattolica. I principi luterani non mancarono naturalmente di sollecitare il potente principe di Baviera a seguirli.2 Fra tanto si guardava con gelosia anche in Monaco ai nobili e ai principi cui l’aver accolto la nuova dottrina aveva fatto cadere in mano tanti vescovadi ed abbazie.3 Che se la posizione di Guglielmo IV nei grandi avvenimenti politici non era stata sempre cattolicamente irreprensibile4 e il suo zelo religioso in qualche caso diventò sospetto anche ad un nunzio pontificio,5 tuttociò non cambia nulla al fatto che precisamente quel principe, che meglio degli altri avrebbe potuto arricchirsi con la confisca dei 70 monasteri bavaresi,6 per ragioni di coscienza abbia resistito alla tentazione.7 Nonostante tutto, anche nel territorio bavarese fece progresso in principio l’inclinazione verso le nuove dottrine. La nobiltà era generalmente favorevole ad essa,8 e gli abusi da parte dei cattolici preparavano loro sempre meglio il cammino.9 Nei suoi primi anni mancò inoltre ad Alberto V, il figlio e successore di Guglielmo IV, la risolutezza religiosa;10 egli cercava la salvezza in 1 A Francesco Borgia il 27 agosto 1567, Canisii Epist. IV, 25. Sotto Ferdinando I egli nominava la Baviera e l’Austria come stati cattolici (ad Ottone Truchsess il 17 gennaio 1556, ibid. I, 596). 2 Riezler IV 309. 3 Ibid. 308, cfr. 152. * Ibid. 76, 240, 251. s Ibid. 307. « Ibid. 96, 307. " « Che i duchi siano stati portati alla parte romana dal proprio vantaggio, è una di quelle favole storiche, che pare non si possano sradicare... I' ,sst‘ stato non il sentimento religioso, ma solo l'egoismo a determinare la politica ecclesiastica del principe di Baviera, le cose avrebbero dovuto andare altrimenti. Poiché come le cose presto si svolsero, il passaggio al protestantism" prometteva al duca di Baviera vantaggi incomparabilmente maggiori, che il sostegno del cattolicesimo». Così Riezlf.r IV, 93 s. Su Cristoforo v. ISchwak-zenberg maggiordomo del duca, cfr. ibid. 75 s. e X. Paulus negli Hist.-polit-Blätter CXI (1893), 10-32, CXII 144-154. s Riezler IV, 348, 501, 524. 9 Doeberl I, 385-390. 10 Janssen-Pastor IV1^-16, 112 s. Cfr. Eisengrein a Cromer il 29 febbini" 1568, in Pfleger 150 ; Doeberl I, 438 s.