■580 Gregorio XIII. 1572-1585. Capitolo 9. rante la dieta; ma di fronte all’imperatore egli si deve presentare principalmente come consigliere, nella questione di Polonia e di Ungheria come in materia del pericolo turco. Con l’aiuto dei principi e dei vescovi cattolici egli deve impedire, che vengano discusse, la dichiarazione di Ferdinando e la soppressione del reservatum ecnlesiasticum ; nel viaggio a Eatisbona potrebbe accordarsi in proposito con Ferdinando del Tirolo e con l’arciduca Alberto di Baviera. All’imperatore dal quale erano da temersi concessioni segrete, Morone esponga insistentemente, che con la sua continua accondiscendenza la Chiesa in Germania andrebbe in rovina. Massimiliano potrebbe anche non concedere l’investitura con i diritti civili dell’impero a quelli che si fossero infiltrati in posti ecclesiastici.1 Morone nell’aprile partì da Roma. Una dimora più lunga la fece ad Innsbruck presso l’arciduca Ferdinando,2 e in Landshut dal successore al trono di Baviera, il duca Guglielmo. La città gli sembrò per la frequenza assidua delle chiese, per il sentimento cattolico degli abitanti, per la pietà della principesca coppia come una gemma nella sozzura.3 Con il duca Alberto, che si trovava ai bagni a Ueberkingen Morone potè corrispondere solo per lettera.4 Dopoché il legato apprese che l’arrivo dell’imperatore alla dieta non era d’attendersi così presto, aveva ritardato il suo viaggio; in ultimo egli fermò la sua dimora a tre miglia da Ratisbona, a Eckmiihl. Il 9 giugno egli giunse sul luogo dell’adunanza imperiale; solo con difficoltà egli trovò alloggio nella città quasi interamente protestante, si sfuggiva lui e i suoi compagni come appestati. 5 Mentre si attendeva ancora l’arrivo dell’imperatore i consiglieri protestanti già giunti e primo quello di Assia e quindi l’inviati del Palatinato cercarono accordarsi su di un’azione comune della parte protestante. Però un’adunanza di tutti i rappresentanti novatori non potè attuarsi a causa del ritegno degl’inviati di Sassonia. Perciò quelli del Palatinato scrissero un memoriale che trovò l’approvazione dei restanti protestanti; in esso veniva sostenuta particolarmente una domanda che da qualche tempo rica va vasi dalla pace religiosa, cioè che quelli che aderivano alla confessione di Augusta non dovessero venire obbligati dalle autorità cattoliche ad emigrare. 6 1 Le credenziali di Morone son datate col 25 aprile 1576, Nuntiaturhi -rie lite II, 28. Cfr. Theiner II, 153 (all’imperatore), 15-1 (all’ambasciatore di Spagna). Sulle facoltà di Morone v. Döixingen-Betjsch, Gesell, der MoraUtra-tigkeiten II, Nördlingen 1889, 244 s. ; Mergentheim I. 236 s. cfr. 234. Ofr. Schei, liiass nelle Quellen und Forschungen XIII, 273 ss. - A Galli il 25 maggio 1576, Nuntiaturberichte II, 38 s. 3 A Galli, Eckmiìhl, 6 giugno 1576, ibid. 45. 4 Moritz 258 s. s Nuntiaturberichte II. 45. * Leumann 129 ss. Cfr. Moritz 198 s.